Un abbraccio collettivo conclude il dibattito sul cyber bullismo nell’Arena Piemonte del Salone

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Sono le 14 di venerdì 11 maggio, quando ha inizio l’incontro sul cyber bullismo Quando le parole fanno male, organizzato dal Comitato Regionale per le Comunicazioni del Piemonte. La platea è formata da numerosi studenti delle scuole, invitati dal Consiglio Regionale, tra cui una prima e una seconda del nostro Liceo, accompagnati dai professori Aghemo, De Benedetti, Murray, Palumbo.

“Dopo una coda di quasi due ore per entrare al Salone il dibattito è sembrato persino troppo breve”, ci dicono i ragazzi, “ma anche interessante e toccante, soprattutto quando a parlare è stato il papà di Carolina Picchio”. Carolina è la studentessa quattordicenne vittima di bullismo che si è tolta la vita nel gennaio del 2013. A lei, insieme a tutte le altre vittime del cyber bullismo, sono state dedicate la legge nazionale del 2017 e la legge regionale piemontese di recente approvazione.

I primi a parlare sono stati il Consigliere regionale della Consulta Giovani e il Coordinatore del Comitato regionale per le Comunicazioni che hanno spiegato come è nata la legge piemontese sul cyberbullismo e sottolineato come il Piemonte sia all’avanguardia nella lotta al bullismo reale e virtuale. “ La storia di mia figlia” ha detto Paolo Picchio, papà di Carolina, commuovendo tutti, “deve insegnare a non denigrare, a rispettarsi, lei è in queste leggi”. Nel suo ultimo messaggio Carolina aveva scritto Le parole fanno più male delle botte. Anche Marco Berry ha detto che le parole possono fare più male di un pugno, invitando studentesse e studenti a comportarsi da quella generazione straordinaria che sono, a seguire i loro sogni e a volersi bene dando valore all’amicizia e al rispetto reciproco e a dimostrare questo impegno abbracciandosi l’un l’altro.

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15 dicembre 2018 19 gennaio 2019