A Firenze laboratori speciali di democrazia e di arte per la seconda AD

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Firenze, 8 novembre 2018 – Erano circa 800 gli studenti da tutta Italia riuniti al teatro Odeon per partecipare all’incontro con Laurene Powell, vedova di Steve Jobs, fondatrice di Emerson Collective, un’organizzazione statunitense che sostiene le politiche in materia di istruzione, giustizia sociale, riforme sull’ immigrazione e conservazione dell’ambiente.

La domanda degli studenti della seconda AD è tra le prime ad aprire il dibattito con la signora Powell Jobs, ospite d’eccezione dell’ Osservatorio Permanente Giovani-Editori: “Che cosa pensa signora Jobs dell’intenzione di abolire lo ius soli negli Stati Uniti (il diritto di cittadinanza per tutte le persone nate negli USA), recentemente manifestata dal Presidente Trump?” chiede Marta Montero, 2 A, portavoce di una questione discussa in classe anche a proposito della situazione italiana sul diritto di cittadinanza. La risposta della Jobs ripercorre quello che è stato il cuore dell’intervista appena rilasciata a Maria Latella: “Mi congratulo per la maturità di una domanda che non ci si aspetterebbe da dei teenagers. Il presidente (Donald Trump) usa la paura per spaventare le persone, per dividere, per alzare muri all’immigrazione, per far sì che il suo elettorato lo voti. Io sono figlia di Irlandesi immigrati e se non ci fosse stato lo ius soli certo non avrei potuto realizzare i miei progetti e i miei sogni. Se lo ius soli dovesse essere abolito ci saranno imponenti manifestazioni cui di certo parteciperò…. Credo che tutti gli studenti qui oggi debbano pensare a loro stessi come a un faro di luce: dovete pensare di essere il centro che deve attirare altre persone per realizzare una società più giusta. Voi avete il beneficio di essere in un progetto: “Il Quotidiano in classe”che vorrei importare negli USA, perché i nostri studenti avrebbero bisogno di un programma scolastico che aiuti ad avere una mente critica, a capire quelli che sono i fatti e quelle che sono falsa propaganda e fake news e a smascherarle“.                                

L’incontro con Laurene Powell Jobs si inserisce nell’ambito dei ‘Nuovi Incontri per il Futuro’, ciclo di appuntamenti pubblici dell’ Osservatorio Permanente Giovani- Editori, che da diversi anni riunisce i grandi leader del mondo dell’hi-tech della Silicon Valley e non solo. I nostri studenti hanno così avuto, in passato, l’occasione di dialogare con il presidente di Google Eric Schmidt, il fondatore di Whats App Jan Koum, il Ceo della Twenty Century Fox James Murdoch e il Ceo di Apple Tim Cook.

Diversi gli argomenti toccati dagli studenti nel corso del dibattito: la notizia della sparatoria a Thousand Oaks ha introdotto il tema delle armi nella discussione. “Sono inorridita, ritengo che sia veramente terribile che delle persone elette a livello di governo federale non rappresentino la maggioranza degli americani che vorrebbero delle leggi più severe sul controllo delle armi“, ha detto Powell Jobs, affermando che la gran parte degli statunitensi è contraria alle armi.”                           

 Dal canto suo Andrea Ceccherini, presidente dell’osservatorio Giovani-Editori, ha spiegato che “non si cresce con l’affronto, si cresce col confronto” e che “aprirsi alle ragioni dell’altro è un modo per andare più in fondo alle cose e per effettuare un vero esercizio democratico di cittadinanza“.

Alla prima giornata dedicata al ”laboratorio di democrazia” ha fatto seguito una seconda giornata dedicata al “laboratorio di arte”, sul tema “ Firenze, una città d’arte , o un’opera d’arte?” Alla difficile questione dovranno rispondere al rientro gli studenti,che sono stati guidati dai professori Gabriele Pazzi e Elisa Sanesi, attraverso un itinerario alla scoperta delle bellezze di un città che ha mantenuto inalterato il suo fascino e lo splendore dei suoi monumenti.

https://www.rainews.it/tgr/toscana/video/2018/11/tos-firenze-laureene-powell-jobs-studenti-osservatorio-giovani-editori-fe9cb04d-8607-4f5f-96d4-fbc35556267a.html

 

 

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