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Siamo online con Roberto Saviano!

Siamo online con Roberto Saviano!

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

E’ arrivato il grande giorno e da pochi minuti Roberto Saviano siede dietro la nostra cattedra virtuale per parlarci di Primo Levi.

 

Levi è stato scelto dagli studenti del Liceo Vittoria e mi ha molto colpito che i ragazzi lo abbiano voluto. Secondo me perché in un momento così drammatico il pensiero di Levi diventa uno spazio di resistenza. Salvare l’“umano” in una situazione tragica” cosi si esprime l’autore nell’intervista che potete leggere al seguente link :

https://torino.corriere.it/cultura/20_marzo_30/coronavirus-roberto-saviano-per-resistere-rileggiamo-primo-levi-1750ce78-7257-11ea-bc49-338bb9c7b205.shtml

Domani promettiamo di dare voce ai protagonisti di questa grande esperienza di confronto: i nostri studenti!

Ma iniziamo con contributi e i suggerimenti che ci arrivano.

Per alimentare il nostro spirito di comunità ecco un video molto significativo che vi suggeriamo di visionare

 

Protagoniste di oggi, le classi della prof.ssa Palumbo:

durante le temute interrogazioni

 

e durante le ore di storia 

 

 

La professoressa Martinelli, invece, per non farci sentire soli e per offrirci uno spunto di riflessione ci invita a leggere queste righe a commento del seguente brano di Marcel Proust.

Quand j’étais tout enfant, le sort d’aucun personnage de l’histoire sainte ne me semblait aussi misérable que celui de Noé, à cause du déluge qui le tint enfermé dans l’arche pendant quarante jours. Plus tard, je fus souvent malade, et pendant de longs jours je dus rester aussi dans l’«arche». Je compris alors que jamais Noé ne put si bien voir le monde que de l’arche, malgré qu’elle fût close et qu’il fît nuit sur la terre.

(lettera al suo amico Willie Heath che apre Les Plaisirs et les jours)

Marcel Proust, una delle voci più importanti della letteratura francese, ha conosciuto molto bene l’isolamento: la sua salute cagionevole infatti lo ha spesso obbligato a trascorrere lunghi periodi chiuso in casa, in particolare nella sua stanza, che lui chiama “Arca”.

Quand’era bambino gli sembrava che vivere rinchiusi nell’Arca di Noè fosse la peggiore sventura, ma da adulto vivere nell’”Arca” di casa sua gli ha permesso di vedere il mondo più profondamente e di coglierne la bellezza.

Le parole di Proust oggi sono più che mai attuali per tutti noi che siamo costretti a rimanere nell’“Arca”, confinati tra le mura delle nostre case.

Perché non ispirarsi alle sue parole e approfittare di questo periodo per ritrovare sé stessi?

 

Leggere ci invita a riflettere quindi di seguito troverete un link interessante per passare un po’ di tempo in queste giornate sospese.

http://www.assoctc.it/wp-content/uploads/2020/03/Dal-Libro-Rosso-di-Carl-Gustav-Jung.pdf

 

Esprimere i propri sentimenti e rendere partecipi i nostri compagni e i nostri professori di come si svolgono le nostre giornate in quarantena serve a renderci più forti nel sopportare questa prova.

A noi ragazzi fa piacere vedere i nostri amici ed i professori  anche se solo attraverso uno schermo ma crediamo che alla nostra preside faccia molto piacere sapere che il lavoro suo e dell’intero staff viene apprezzato da tutta la grande famiglia del Vittoria, quindi di seguito pubblichiamo alcune foto della nuova quotidianità e alcune mail inviate all’istituto.

Buongiorno, volevo solo segnalarle che con Mattia al mattino sto “andando a scuola” anche io. Ieri ad esempio sono rimasta incantata dalla lezione del prof.Afrito, ora sto seguendo la Prof.ssaSabatino sulla Divina Commedia e non posso che sentirmi profondamente grata, per il lavoro che tutti voi state svolgendo per garantire ai nostri ragazzi di proseguire nello studio. Un caro abbraccio, vostra alunna

Concludiamo con le riflessioni di Clara Padovano, studentessa della 3CD.

“ Strane giornate queste che stiamo vivendo, il tempo sembra sospeso in attesa che tutto ricominci, ma come ricomincerà?

Intorno a noi sentiamo dire che nulla sarà più come prima ma io, sinceramente, non capisco che cosa voglia dire…. Sarà meglio o sarà peggio?

Non mi rendevo conto di quanto fosse bello abbracciare i miei compagni, salutarli tutti con un bacio prima di tornare a casa, ogni giorno… erano gesti a cui non davo un significato importante, adesso so che quando potrò rifarlo avranno un senso più profondo e penserò che un bacio più un abbraccio sarà come dire affetto.

Per fortuna esistono Skype, Whatsapp e Instagram, se tutto ciò fosse successo  10 anni fa come ce la saremo cavata?

Saremo rimasti davvero soli…

Pensate che ieri sera anche i miei genitori hanno fatto un aperitivo via Skype…. Impensabile 2 o 3 settimane fa!

Ma siamo umani e questo dimostra che abbiamo  bisogno di sentirci vicini, in contatto con i nostri amici e parenti e in questo momento va bene farlo anche in modo virtuale anche se devo dire che non vedo l’ora di stritolare in abbraccio veri i miei amici e i miei nonni.”

 

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

Buona settimana! A domani!

Appuntamento a lunedi ore 15.30!

Appuntamento a lunedi ore 15.30!

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

Concludiamo questa prima settimana insieme condividendo la notizia che tutti attendevano:

 

 

Lunedì 30 marzo alle ore 15,30 in diretta Instagram  

LEZIONI DA QUARANTENA (robertosaviano_official!) 

Giorgia, Ludovica, Edoardo, Emmanuel, Carlotta e Leonardo delle classi VCD, VA e 2IB  

avranno l’opportunità di conversare con ROBERTO SAVIANO. 

Si parlerà di Primo Levi e della suggestione che la lettura di 

Se questo è un uomo 

esercita su di noi in questi giorni di isolamento forzato 

Tutti possono seguire la diretta. È sufficiente avere un profilo Instagram e digitare robertosaviano_official! 

Seguiteci! Non ve ne pentirete! 

Per mantenere vivo il senso di appartenenza e di partecipazione che in una scuola rappresenta una componente fondamentale, stiamo mettendo a punto insieme al mio staff, a latere delle attività scolastiche, alcune iniziative per coinvolgere i ragazzi e farli sentire meno soli”, spiega la Preside Marcella Bodo. 

 

Tra queste iniziative è previsto un appuntamento settimanale con un ospite illustre per discutere e confrontarsi su tematiche di attualità, storiche e sociali, e il primo di questi ospiti sarà appunto Roberto Saviano.  

 

Iniziamo con i contributi di tutta la nostra grande comunità: studenti, docenti e genitori.

un bellissimo video realizzato da Rebecca Moschetto della 3CD, la quale ha donato la sua voce ad un magnifico sonetto di William Shakespeare: “Sonnet 18 – Shall I compare thee to a summer’s day?”

 

 

Continuano ad arrivare numerosi messaggi da parte dei genitori, che con le loro  parole affettuose e di supporto, rendono ancora più gratificante il lavoro che stiamo svolgendo.

 

“Grande Direttrice, 

in questo periodo di emergenza abbiamo molto apprezzato il suo approccio nella gestione delle problematiche e le sue costruttive comunicazioni. 

La ringraziamo sentitamente per il suo impegno e la sua presenza. Ha creato una scuola moderna ed attiva che non ha abbandonato i suoi studenti ed i loro genitori! 

Cordiali saluti,”

 

Ed ecco adesso un po’ di immagini ed attività della giornata!

 

 

Si parte con le lezioni di inglese della Professoressa Palumbo, la quale ha oggi dedicato la lezione con la classe 2B alla scoperta del magico e antico mondo di Lord Randal, 

 

 

 

passando all’attività della Professoressa Baracco che ha proposto ai suoi studenti di  scrivere un paragrafo partendo da un’immagine e mettere in pratica la tecnica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

arrivando alle lezioni di matematica, tenute dal professor Banti che con la classe 3CD ha proseguito e approfondito con nuovi spunti di osservazione il discorso sul punto e sulla retta affrontato nei giorni precedenti!

 

 

Ed infine ecco due studentesse della 4°A, che seppure a distanza, si sono incontrate per ripassare insieme in vista di un’imminente interrogazione: una buona abitudine che hanno voluto mantenere, sebbene in un modo un po’ diverso.

 

 

Vi salutiamo con il pensiero del giorno di Martina Zucca, studentessa della 4°a, che speriamo vi possa strappare sia un sorriso sia una riflessione, in questi giorni a casa:

 

In questi giorni di quarantena, nei quali il cervello viaggia tanto e in posti strani, ad un certo punto mi sono immaginata nonna. Si avete capito benissimo: ho immaginato la me del futuro, con i capelli grigi, il viso che assomiglia sempre di più al muso un carlino… di conseguenza non posso fare a meno di immaginare cosa racconterei al mio ipotetico nipotino, se mi dovesse chiedere di questo periodo particolare che stiamo vivendo, e più o meno gli direi così:

 

Mio caro nipotino,

quando la nonna aveva diciannove anni, mentre tutti ancora si chiedevano dove fosse Bugo (Morgan compreso), scoppiò una pandemia! Si trattava di un virus, proveniente da un posto che ci sembrava tanto lontano… all’inizio nessuno prese la cosa sul serio, perlopiù tutti associavamo questo virus, il CORONA virus, ad una bevanda che tua nonna beveva con gli amici il sabato sera.

 

Devi sapere mio caro nipotino, che Ci avevano tutti detto di stare a casa, perché era il modo migliore per far si che si concludesse questo macello, ma devi sapere che tante persone riscoprirono il piacere di viaggiare ed esplorare nuovi posti, indovina un po’, proprio in quel momento! Pensa piccolo, quando sarai più grande, studierai la “Grande fuga dell’otto Marzo”, durante la quale centinaia e migliaia di persone, di notte, presero treni, macchine, addirittura monopattini elettrici, per fuggire da Milano!

E così fu incredibile, perché tutto chiuse e si fermò, iniziò la quarantena, la nonna non andò a scuola per alcuni mesi, tante persone non andarono a lavorare.

 

Succedevano cose assurde, il concetto di “il cane è il migliore amico dell’uomo” assunse significati diversi: c’era gente che calava il cane giù dal balcone per fargli fare i suoi bisogni e altri, famiglie anche abbastanza numerose, che a turno portavano il poveretto a fare una passeggiata, solo per potersi ricordare com’era il mondo fuori. Insomma oltre che noi, anche i nostri cani erano stressati.

 

Abbiamo capito quali erano davvero le cose importanti: la famiglia, il prendersi cura di se stessi, la solidarietà o nel caso del tuo bisnonno, il mio papà, lo lievito per fare il pane. Perché devi sapere che durante la quarantena lo sport preferito divenne, oltre che quello di sollevatore esperto di polemiche, anche quello del fornaio.

 

Tutti diventarono molto più atletici anche se in casa (tranquillo nipotino mio, la tua nonna no), probabilmente perché terrorizzati dalla costante pressione psicologica dei quotidiani video di training e work-out che CHIUNQUE pubblicava su Instagram (un vecchio social network nel quale non esisteva ancora la sezione “insulta un estraneo per sfogare la tua frustrazione”). Ecco, nipotino mio, avere Instagram era un casino sai? Ogni giorno non sapevi se schierarti dalla parte di quelli che cantavano sul balcone, o dalla parte di quelli che tiravano i sassi a chi cantava sul balcone.

 

Le persone iniziarono a dispensare consigli incredibili su come passare il tempo, credo che il più fantasioso fu “leggi un libro”, ma sicuramente finito il mio racconto me ne verranno in mente mille altri ancora più sorprendenti.

 

Si nipotino mio, feci lezione in pigiama.

 

Tutti erano tristi mio caro, beh tutti tranne i soliti anticonformisti che parlavano di qua e di la di come la quarantena gli avesse fatto riscoprire passioni perdute e abilità nascoste (e non ti nascondo che nonna li invidiava), tutti erano confusi e spaesati e si chiedevano quando sarebbe ricominciata la vita normale, ma non sapevano che la vita avrebbe preso, dopo quanto accaduto, un significato un po’ diverso.

 

La tua nonna imparò alcune cose: imparò che ogni momento vola via ancora più veloce di quanto già prima pensasse, imparò che tutto ciò che aveva valore nella sua vita, ora ne aveva un po’ di più, imparò che le persone vivono le situazioni tutte in modo molto diverso, imparò che criticare chi sta lavorando per te, senza ragionare non serve a niente ed imparò infine che se non si può far nulla per uscire da una condizione in cui ci si è trovati, allora bisogna viverle in modo da stare il meglio possibile, in modo da attutire la tristezza, o trarre qualcosa di buono da essa. Ma soprattutto nipotino mio, tutti imparammo una cosa fondamentale, una cosa che ci cambiò la vita per sempre… imparammo a nostre spese, che durante una videochiamata, se il tuo interlocutore spegne il suo microfono, ebbene sì, ti potrà sentire lo stesso…non sai quante volte non ce ne rendemmo conto!”

 

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

 

A lunedi e buon weekend!

Roberto Saviano al Vittoria!

Roberto Saviano al Vittoria!

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

Oggi siamo lieti di annunciarvi un appuntamento esclusivo per il nostro istituto!

Lunedì 30 Marzo la scuola parteciperà a “Lezioni da quarantena”, rubrica di Roberto Saviano che incontra virtualmente le classi direttamente sulla pagina personale di Instagram

 

Domani comunicheremo tutti i dettagli riguardo l’ora, l’argomento e le modalità per seguire la lezione.

 

 

Dal futuro al presente, le video-lezioni continuano imperterrite, gli studenti non smettono di impegnarsi per portare a termine  l’anno scolastico nel miglior modo possibile. Dal canto loro i professori sono costantemente aperti a ricevere suggerimenti e feedback dagli studenti per rendere le lezioni proposte più efficaci.

 

 

Ecco i professori del Liceo Europeo De Benedetti e Eremita che si occupano di offrire il loro supporto e insegnamento a tutti i loro studenti.

 

 

 

 

Inoltre, si ingegnano per poter fornire il maggior numero di risorse ai propri studenti, spiegando con l’aiuto di PowerPoint, lavagne interattive o video.

 

Direttamente dalla lezione della professoressa Eppel,i power point con cui spiega Economia agli studenti di 2IB  

 

La coordinatrice Gutowitz, le professoresse Phillips e Mamini, consulenti di ICE e IB rispettivamente, e la Preside Bodo si tengono sempre in contatto per discutere su problemi, soluzioni e eventuali progetti per gli studenti.

 

 

In questi giorni ci stanno arrivando numerosi commenti da parte dei genitori che ringraziano i docenti per le loro iniziative e per la loro disponibilità verso gli studenti. Ne siamo estremamente felici e li ringraziamo, a conferma che i nostri sforzi non sono vani. Ecco il commento di una madre di uno studente della VIS:

“Gentile Dott.ssa Bodo, Ms. Gutowitz e tutto lo staff del Vittoria,

Un breve messaggio per ringraziarvi, per esprimervi solidarietà ed apprezzamento per il lavoro che tutti state svolgendo e un ringraziamento speciale poiché date un senso alla giornata dei nostri ragazzi. Credo che il lavoro che voi fate con loro quotidianamente, insegnanti soprattutto, sia in questo momento un’ancora per la loro normalità. Come per tutti, un periodo di ‘fine tuning’ è più che necessario per abituarsi a questa nuova modalità di interazione ed anzi, io sono estremamente soddisfatta del lavoro che state facendo.

Grazie veramente e bravi tutti.”

 

Andando avanti durante questo periodo dove non c’è molto da fare, oltre seguire le lezioni, gli studenti si stanno dimostrando particolarmente creativi, sfogando frustrazioni e noia dovute dalla quarantena creando vari contenuti.

Tommaso Maglione di VA ha voluto condividere con noi una simpatica canzone per sdrammatizzare la situazione creatasi dal virus che potete ascoltare al seguente link:  https://www.facebook.com/1436505696/posts/10221974447897073/?d=n

 

Ecco il contributo della studentessa di 2IB e rappresentante d’istituto Martina Brasolin che ha deciso di condividere il suo rapporto con la quarantena e l’ansia, nella speranza di poter aiutare altri studenti con le sue parole.

“Questo periodo di quarantena è un periodo brutto per tutti. Nessuno si aspettava che sarebbe successo, nessuno era preparato e nessuno pensava che una semplice “influenza” (così definita inizialmente) potesse scatenare l’isolamento forzato di tutta l’Italia e, pian piano, del mondo. Ognuno di noi sta vivendo questa situazione in maniera differente, di sicuro ci sarà la persona a cui non fa né caldo né freddo stare a casa per mesi e chi, come me, abituato a uscire e a tenere la mente impegnata facendo mille cose, lo trova più complicato. Pensando a cosa scrivere per questo “Diario di bordo” mi sono venute molte idee in mente ma penso che la prima cosa di cui vorrei parlare è un argomento che, specialmente durante questa situazione, è molto importante. Poche persone parlano di quanto sia importante la salute psicologica delle persone, oltre che a quella fisica. Questo virus ci costringe a rimanere chiusi in casa e quindi passiamo molto tempo da soli. Questa solitudine e la noia ci spingono a riflettere e chi, come me, non ha un buon rapporto con i propri pensieri, può sentirsi schiacciato da questa situazione da cui non si può scappare. Riconosco che questo sia un discorso particolare e soprattutto molto soggettivo dato che i miei pensieri potrebbero non essere condivisi da tutti e per questo motivo da ora in poi parlerò della mia personale esperienza in quarantena.

Voglio parlare della mia ansia e di quanto sia fondamentale per me confrontarmi con uno psicologo regolarmente per cercare di mantenere la mente lucida e evitare attacchi di ansia, che però purtroppo non posso sempre evitare. In televisione, sui giornali e persino sui social network si parla solo più di Corona Virus, di nuovi decreti e della quarantena che sembra non finire mai. Nel mio paesino di campagna le forze dell’ordine fanno il giro di tutte le vie urlando con il megafono di stare a casa e di non uscire per nessun motivo. Dovunque io mi giri sono circondata da questa cosa e non esiste via di fuga, mi sento in trappola. Avere l’ansia significa andare a leggere le notizie tutti i giorni e stare male fisicamente e emotivamente capendo che le 4 mura che mi circondano da ormai un mese saranno ciò che mi accompagneranno per i prossimi 2 o 3 mesi, se non di più. Avere l’ansia significa esagerare tutto, le emozioni e le sensazioni soprattutto. Più la quarantena si allunga, più penso ai mesi che passano e più mi immagino il non poter più uscire di casa, non poter vedere più i miei amici, il mio ragazzo, i miei parenti… Tutte queste cose si sommano insieme nella mia testa e mi fanno esplodere. Inizio a piangere, vado in iperventilazione e l’unica cosa a cui riesco a pensare è “non ce la posso fare”. So che l’ansia mi porta a esagerare ciò che penso e quindi vedo tutto in modo molto più apocalittico di quanto non sia veramente ma durante un attacco d’ansia non riesci a controllare la mente. Entro in un vortice di negatività che non si può estinguere, posso solo sperare che quando il giorno dopo mi sveglierò, starò meglio del giorno prima e che le notizie non mi portino a dare di matto. 

Tuttavia, essere costretti a lottare con i propri pensieri mi sta aiutando a trovare la pace con me stessa. Questo periodo di quarantena mi sta insegnando che usavo la mia vita frenetica per evitare pensieri scomodi, mentre di sicuro, una volta che finirà tutto questo, cercherò di prendermi più tempo per me stessa per affrontare la mia ansia invece che cercare di non pensarci e basta. Inoltre, strano ma vero, ho iniziato a meditare grazie agli insegnamenti della mia psicologa e ho scoperto che mi è estremamente utile e, infatti, invito tutti a provarci per quanto strambo vi possa sembrare.

Ho deciso di condividere le mie emozioni perché so che potrà essere utile a qualcuno che si trova nello stesso stato d’animo.  Ringrazio anche i miei professori, Ms. Gutowitz e la Preside Bodo, che sono sempre presenti per noi studenti verso qualsiasi tipo di problematica, relazionata alla scuola e non.

Colgo l’occasione per sottolineare l’importanza di parlare delle proprie emozioni per evitare di “esplodere” tenendosi tutto dentro. Porgo il mio aiuto a qualsiasi studente e non che avesse bisogno di confrontarsi con qualcuno di imparziale per sentirsi ascoltato e per sfogarsi. Ribadisco che anche i docenti sono disponibili per tutti gli studenti, soprattutto in questo periodo particolarmente difficile.”

 

Concludiamo con una toccante lettura consigliata dalla madre di uno dei nostri studenti, pubblicata sul sito del Corriere della Sera. Un testo intitolato «Figlio mio ecco le cose che vorrei dirti, e che ho nascosto in una torta di mele»

“Sto a casa.

Ho fatto la torta di mele.

Mi siedo.

Aspetto.

Ho così tanto tempo ormai che posso stare seduta ad osservare la torta lievitare, lo zucchero in superficie che si fa dorato. Lo zen e l’arte di sopravvivere al Covid19. Sul frigorifero di fronte a me c’è un invito a visitare una facoltà di medicina. Una delle tante in cui ti avrei dovuto accompagnare. Il cartoncino è tenuto da calamite inutili che raccontano viaggi in Paesi lontani. Sono proprio le schegge di normalità che danno forma all’assurdo.

Sull’invito c’è scritto Open è il 14 marzo, il 14 marzo di un’altra vita. E mi sembra di essere la protagonista di un romanzo di Stephen King, seduta in cucina a tagliare le mele e a fare finta di niente mentre fuori il mondo che conoscevo non esiste più .

Poi arrivi, ti siedi di fronte a me, a distanza di sicurezza dalla mia mano che vorrebbe scompigliarti i capelli. A diciott’anni le carezze di una madre sono acido muriatico.

Smetto di fissare il forno e ti guardo. Da quanto non lo facevo davvero? Non ti sei fatto la barba, sembri più grande. Tieni le spalle meno dritte, tre settimane senza sport iniziano a farsi sentire, o forse le hai chiuse a proteggere il cuore. Gli occhi invece, quelli sono gli stessi di quando eri bambino. Pensieri veloci, lampi di verde, nuvole rapide (anche se tu i Subsonica non sai nemmeno chi sono). Hai sempre avuto domande nello sguardo. Ora più di sempre vorrei avere le risposte. Ma c’è questo tavolo sporco di farina fra di noi e questo silenzio irreale.

Fai fatica ad addormentarti alla sera. Ti sento rigirarti nel letto, muoverti per le stanze.

Da me, dalla mia luce accesa non vieni mai. Ieri però mi hai raccontato un incubo.

Dovevi andare a trovare un’ amica, era notte ed eri solo. Ti si accendevano tutte le spie di allerta della macchina, ma andavi avanti, per arrivare da lei dovevi attraversare un ospedale, i malati erano infetti, sembravano i tossici mangiati dal Krokodile. Non trovavi l’uscita, eri in trappola.

Fede secondo me…

Mamma, risparmiami le tue minchiate da psicoanalista.

Che poi io la psicoanalista la faccio davvero, ma per maneggiare mio figlio aspetto che qualche collega più illuminata mi scriva un tutorial sull’isolamento con un adolescente, perché se ti dipingessi un arcobaleno e ti dicessi andrà tutto bene, molto probabilmente risponderesti, ridendo, «Tutto bene un cazzo». E avresti pure ragione, e la cosa dissonante in questa comunicazione sarebbe solo la risata.

E così sto qui, con l’unica domanda sensata strozzata in gola.

«Hai paura?».

Ma tu non puoi ancora permetterti di essere vulnerabile.

Io sono vecchia e ho fatto pace con le mie ferite.

E allora vorrei dirti che se fossi in te io avrei una paura fottuta.

Come quando ero piccola e qualcuno faceva saltare in aria le stazioni, con dentro la gente stanca che già pensava al mare, e io non sapevo se dopo tutto quel dolore qualcosa sarebbe mai stato come prima.

E se fossi in te io sarei incazzata, perché questo è l’anno della tua maturità e ti meritavi di pensare solo a quella, ti meritavi di sognarla di notte, per anni, come tutti noi, perché quello era il rito di passaggio. La maturità voi ve la state guadagnando sul campo, crescendo all’improvviso, che dopo questo, nessun esame avrà più senso.

E poi ti meritavi un’estate stupenda, in giro per un’ Europa diversa, una senza frontiere. E magari avresti incontrato una ragazza bellissima che parlava un’altra lingua e anche solo un centimetro da lei sarebbe stato troppo. E ora devi capire da solo quanto pesa un metro di distanza, che un bacio può uccidere e che il più grande gesto d’amore è stare lontano da chi ami.

E vorrei chiederti scusa, a te e ai ragazzi come te, perché la mia generazione vi ha usato come capro espiatorio dei propri limiti. Vi giudichiamo perché non sopportiamo di non riuscire a restituirvi un senso.

Persi in questa altalena fra la negazione e la psicosi (che in fondo poi sono la stessa cosa), abbiamo preteso che foste più responsabili di noi, non l’abbiamo mica voluta vedere la fragilità dietro la spavalderia, eravamo troppo occupati a contemplare le macerie delle nostre certezze.

Insomma quante cose avrei potuto dirti.

Invece ti do una fetta di torta di mele.

Come mia madre quando provava a riempire l’assenza con le polpette.

E stiamo fermi.

In questa casa di pietra in cima alla collina. Sotto un cielo senza più aerei.

Ad aspettare la primavera.”

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

A domani!

La prima settimana è online!

La prima settimana è online!

Benvenuti sul Diario di Bordo del Liceo Europeo Vittoria.

Uno spazio virtuale in cui potrai seguire ogni giorno tutte le attività che la scuola sta portando avanti, dal liceo europeo al percorso ICE/IB.  Uno spazio di condivisione a cui anche tu puoi contribuire inviando all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it foto e pensieri che renderanno più ricche le nostre giornate a distanza. Un’occasione per condividere questa nuova avventura di didattica online, continuare a stare vicini e coltivare il senso di comunità che ci ha sempre distinto!

Iniziamo la nostra navigazione rivivendo tutto quello che è accaduto finora.

La scuola non si è mai fermata e nella prima settimana di sospensione, rientrati dalla vacanza di Carnevale, è stato attivato un programma di didattica a distanza basato sulla condivisione di materiali e contenuti online.

Nella settimana successiva la priorità è stata assegnata all’attivazione delle video-lezioni, allla risoluzione di eventuali problematiche tecniche, ad intensificare l’ attività di coordinamento didattico.

Si è arrivati cosi alla settimana appena trascorsa.

Lunedì. Come al solito il giorno più duro della settimana, ma stavolta il motivo è che si iniziano le lezioni video.

Incertezze, dubbi, domande, telefonate, mail caratterizzano questa nuova avventura . Un’opportunità di mettersi tutti in gioco: docenti, studenti, famiglie e il resto dello staff scolastico.

Perché d’altronde la scuola oltre ad insegnare le formule matematiche, analizzare gli eventi storici o la grammatica, deve far crescere, deve dare gli strumenti per affrontare i problemi; e così siamo diventati tutti un po’ più resilienti adattandoci al cambiamento.

Con il passare dei giorni tutto è diventato normale: le prime lezioni alle 08.50, il buongiorno del professore , l’appello, la spiegazione,  l’entusiasmo di poter condividere di nuovo sguardi e sorrisi, l’intervallo tra una lezione e l’altra, l’appuntamento all’indomani mattina con un nuovo professore e nuovi argomenti da scoprire. Proprio come se fossimo in Via delle Rosine.

E poi, i professori che condividono  la gioia di una lezione andata bene per la partecipazione, l’attenzione e addirittura la richiesta di prolungare la lezione stessa.

 

Lo staff che agilmente coordina il lavoro dalle nuove postazioni casalinghe.

I primi messaggi che arrivano per sottolineare la bontà del lavoro fatto finora.

 

Cara Professoressa come sta ? volevo ringraziare molto Lei e i suoi Colleghi per tutto quello che state facendo per i nostri ragazzi.. .scuola per loro vuol dire normalita !!!e in questo periodo è fondamentale !!un grande abbraccio molto affettuoso.”

 

Ringraziamo tutti i genitori della nostra scuola che continuano ad inviare  messaggi di incoraggiamento come questo.

Vi diamo appuntamento a domani con un grande abbraccio virtuale!

RIENTRO A SCUOLA MERCOLEDÌ 4 MARZO – LETTERA DELLA DIRIGENTE SCOLASTICA

RIENTRO A SCUOLA MERCOLEDÌ 4 MARZO – LETTERA DELLA DIRIGENTE SCOLASTICA

Alle famiglie, agli studenti, ai docenti e a tutti i collaboratori dell’ Istituto Vittoria.

In ottemperanze delle recenti disposizioni della Regione Piemonte e del MIUR, le lezioni regolari riprenderanno mercoledì 4 marzo. Ma in un periodo in cui il Coronavirus è nei discorsi e nei pensieri preoccupati di tutti noi, il rapporto scuola-famiglia non deve venire meno, nonostante l’impossibilità fisica dei nostri ragazzi di poter “fare scuola” a scuola. Pertanto da lunedì 2 la segreteria, la dirigente scolastica, i coordinatori dei diversi percorsi scolastici saranno a disposizione in orario d’ufficio per rispondere ad eventuali richieste delle famiglie e degli studenti. I docenti lavoreranno da casa alla programmazione, alla stesura dei verbali dei CdC, alla preparazione delle lezioni e dei materiali di lavoro, alla correzione dei compiti, a tutte le attività, insomma, connesse con la didattica. Gli studenti potranno trasformare una difficoltà in opportunità, proseguendo l’attività didattica da casa con più tempo a disposizione per assimilare, approfondire e rafforzare conoscenze e competenze. Invito soprattutto le famiglie ad adoprarsi affinché questo avvenga in un clima rilassato, mettendo insieme energie per alimentare le interazioni con il mondo scolastico dei nostri ragazzi.

Comunichiamo, inoltre, che l’evento del 17 marzo a Firenze è stato annullato dagli organizzatori. La segreteria provvederà alla restituzione della somma versata non appena sarà, da Trenitalia, effettuato il rimborso dei biglietti ferroviari. I genitori degli studenti preciseranno se la scuola è autorizzata a restituire la somma versata alla/o studentessa /studente o se la ritireranno personalmente.
La visita al CERN di Ginevra è stata annullata.

Per gli altri viaggi studio in programma nel mese di marzo non sono ancora state prese decisioni in merito, in attesa di valutare l’andamento della situazione in Italia e all’estero. Augurandomi di rivedervi presto a scuola,faccio mie le parole del nostro Presidente della Repubblica: “La conoscenza aiuta la responsabilità e costituisce un forte antidoto a paure irrazionali e immotivate che inducono a comportamenti senza ragione e senza beneficio, come avviene talvolta anche in questi giorni“.

A presto!
Marcella Margaria Bodo

La VCD a “Per un pugno di libri”

La VCD a “Per un pugno di libri”

Lo scorso 11 febbraio, la nostra classe, la VCD, accompagnata dalla Dirigente, la professoressa Marcella Bodo, e dalla docente di Lettere, la professoressa Loredana Sabatino, si è recata negli studi RAI di Corso Sempione di Milano per partecipare alla seguitissima trasmissione televisiva Per un pugno di libri, condotta dal critico letterario Piero Dorfles e dalla simpaticissima Geppi Cucciari.

Il programma è un quiz a squadre che vede sempre coinvolte due quinte superiori provenienti da differenti città italiane. In palio non ci sono soldi ma libri e tanta cultura! Il duello, all’ultima tenzone, prevede una serie di giochi basati su anagrammi, identikit, ricette letterarie e, dulcis in fundo, su un libro scelto dalla redazione del programma e caratterizzante la puntata. Nel nostro caso il testo assegnato è stato Poirot a Styles Court, della celeberrima giallista inglese Agatha Christie. Si tratta di un libro entusiasmante, pieno di colpi di scena, in cui ciascuno di noi ha vestito i panni di Hastings, aiutante del formidabile detective belga. I nostri avversari sono stati una Quinta del Liceo Classico e delle Scienze Umane di Palazzolo Acreide della provincia di Siracusa. Quanta emozione! Ci siamo confrontati con dei nostri coetanei che abbiamo conosciuto per la prima volta negli studi di Corso Sempione! Ci siamo osservati, abbiamo studiato le loro mosse (e loro le nostre) e infine abbiamo duellato fino all’ultima pagina del libro. Nel gioco “Fuori gli Autori”, game in cui viene richiesto di individuare il nome dello scrittore o dell’autrice di un’opera, ad un nostro compagno è toccato in sorte Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. Pur non ricordando Robert M. Pirsing, lo sfortunato è ricorso ad un motto di spirito citando il nome di Valentino Rossi che, ovviamente, ha suscitato una fragorosa risata nello studio.

Imprecisioni ed alcuni nostri errori tuttavia non ci hanno scoraggiati e la nostra classe ha vinto grazie ad una clamorosa rimonta nel fotofinish o meglio nel “Domandonish” (il gioco finale si chiama “Domandone” per l’appunto) durante cui abbiamo dato prova di una memoria degna di Pico Della Mirandola e dello stesso investigatore belga! Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo vinto! Il risultato? Il nostro liceo 31 punti, quello di Palazzolo Acreide 21 punti.

Il nostro trionfo sarà trasmesso sabato 22 febbraio 2020 alle ore 18 su Rai Tre; mi raccomando…stay tuned!

LA CLASSE VCD, LICEO VITTORIA EUROPEO

Dalla Peer Education ai Progetti Green, dai dibattiti sul Marketing alla Salsa

Dalla Peer Education ai Progetti Green, dai dibattiti sul Marketing alla Salsa

Una settimana alternativa indimenticabile

In copertina il laboratorio di Peer Education sui Diritti Umani, proposto alle classi prime da Antonio Gallinatti e Martina Zucca, IV A, durante la settimana alternativa al Vittoria. Antonio e Martina, rappresentanti alla Consulta Provinciale Studentesca, coadiuvati da alcuni studenti e in cogestione con i docenti e con esperti esterni, hanno organizzato una settimana alternativa ricchissima di attività ed eventi, che illustriamo più oltre con le fotografie e i video dei nostri ragazzi: dai laboratori, tenuti da psicologhe esperte di problematiche dell’età evolutiva, ai laboratori di peer education per discutere su diritto oggettivo e diritto naturale e per capire l’evoluzione dei generi musicali fino al Rap; dal Progetto Green Jobs per creare un’ attività d’impresa completamente sostenibile, al Progetto “ A caccia di bufale”; dalla lezione per imparare i passi base di Salsa con la guida dei due cugini Andrea e Martina, campioni di danza caraibica, al corso di tip tap; dalla visita alla Mostra su Primo Levi a Palazzo Cisterna, alla visita al Museo Egizio e a Palazzo Madama; dagli incontri di Educazione alla Cittadinanza e alla Legalità con esperti della Polizia scientifica, della Polizia postale, dell’ Agenzia delle Entrate, alla Conferenza- Dibattito su Comunicazione e Marketing, per concludere con la bellissima giornata sulla neve a S an Sicario. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione di una settimana alternativa indimenticabile!

VITTORIA’S GOT TALENT

VITTORIA’S GOT TALENT

Questo lo slogan della nostra festa di Natale e mai slogan fu più azzeccato! Grazie all’ottima organizzazione degli studenti rappresentanti d’Istituto insieme a quelli della Consulta Studentesca Liceo e Vis, e al talento dei gruppi di ballo, musicali e coreutici, l’intrattenimento è stato di altissimo livello. Sul nuovo Instagran del Vittoria, appositamente inaugurato per l’occasione, tantissimi “Like” hanno premiato ogni esibizione, ma la più votata è stata la coppia Giorgia Martinelli e Andrea Nezi, giovanissimi talenti nelle danze caraibiche, vincitori nel 2018 della medaglia d’oro nell’ IDO World Couple Dance Championships.Tanti applausi hanno ricevuto anche le nostre talentuose cantanti, Sofia e Marina, introdotte dalla bravissima Siria, già vincitrice del nostro talent show due anni fa e il trio Margherita, Orsola e Roberta con la evergreen: “All I want for Christmas”. Una grande ovazione si sono guadagnate le 6 mean girls della 2a quadriennale: Diletta, Federica, Martina, Valentina, Virginia, Vittoria, nel loro divertente “Jingle bell rock”. Gustatevi le foto e i video e non avrete dubbi: VITTORIA’S GOT TALENT.

BUONE VACANZE NATALIZIE A TUTTI!

L’INDIMENTICABILE VIAGGIO DELLA 5A TRA FIRENZE E ROMA

L’INDIMENTICABILE VIAGGIO DELLA 5A TRA FIRENZE E ROMA

 

4/8 DICEMBRE 2019

Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere.
(Franco Zeffirelli)

Possis nihil Urbe Roma videre maius. (Tu non potresti vedere nulla maggior di Roma)
(Orazio, Carmen Saeculare, 11,12)

Dal 4 all’8 dicembre la 5 A, con i professori Silvia Campagnoli e Camillo Novellino, ha fatto lo “storico” viaggio delle quinte alla “riscoperta della bellezza”: la bellezza ineguagliabile di due tra le più affascinanti città del mondo, Firenze e Roma; la bellezza di partecipare a eventi importanti, come l’incontro di educazione economico finanziaria con il governatore della Banca Centrale Spagnola, Pablo Hernandez de Cos e di assistere al voto di fiducia sul decreto fiscale alla Camera dei Deputati. Ma anche la bellezza dello stare insieme, compagni e professori, al di fuori della scuola, con il piacere di conversare tra amici che si capiscono e si vogliono bene. La prima tappa è stata Firenze, dove, in uno spazio circoscritto si susseguono chiese di straordinaria bellezza, musei e collezioni d’arte, giardini storici, piazze, strade, palazzi antichi: Firenze, un “museo diffuso”, non un semplice contenitore di opere d’arte, ma un’opera d’arte essa stessa” E, a completamento di tante suggestioni, non è mancata la partecipazione alla celebrazione del quindicesimo anniversario del progetto Young Factor, nel bel teatro liberty Odeon, dove Edoardo ( Dodo) portavoce della classe, ha domandato a Pablo Hernandez de Cos la sua opinione sulla tenuta delle esportazioni francesi e italiane se Trump mettesse in atto le sue minacce di dazi e “gabelle”. La lunga risposta ha spaziato dalla storia del protezionismo ai danni arrecati dal medesimo. Per il resoconto dell intervento di Pablo Hernandez de Cos sui temi economici più attuali rimandiamo a http://www.ilsole24ore.com/art/governatore-banca-spagna-riforma-mes-essenziale-l-europa-ACQnaO3

E dopo Firenze, Roma, secondo noi della 5 A la città più bella del mondo. Appena arrivati, giusto il tempo di cambiarci, e poi di corsa a Montecitorio, dove la Camera ha votato la fiducia posta dal Governo . sul decreto fiscale con 310 voti a favore e 199 contrari, poi Piazza di Spagna e Fontana di Trevi; e nei giorni successivi: San Pietro e Città del Vaticano, Piazza Navona e il Pantheon, l’Ara Pacis, il Colosseo e i Fori romani, il Quirinale e Palazzo Madama. E non ci siamo persi una divertente serata a teatro e una mostra su Bacon e Freud. E’ stato un viaggio meraviglioso, solo un po’ velato dalla malinconia di sapere che questo è stato,forse, l’ultimo dei tanti viaggi fatti insieme, per alcuni di noi, fin dalla prima.

Sofia Castelli, Matilde Provera

IL VIAGGIO DELLA 5CD A LISBONA – 4/7 DICEMBRE 2019

IL VIAGGIO DELLA 5CD A LISBONA – 4/7 DICEMBRE 2019

Per me non esistono fiori in grado di reggere il confronto con la varietà dei colori che assume Lisbona alla luce del sole.
(Fernando Pessoa)

Tra il 4 e il 7 dicembre la classe 5 CD, insieme alle professoresse Elisa Sanesi e Roberta Aghemo, si è recata in viaggio d’istruzione a Lisbona, scoprendo una città affascinante, vivace e ricca di tradizioni.

Accompagnati da un cielo limpidissimo e da temperature gradevoli, i ragazzi hanno visitato il quartiere di Belèm con l’omonima Torre, simbolo del glorioso passato marittimo del Portogallo, e l’esuberante Mosteiro dos Jerónimos, capolavoro dell’architettura manuelina, per poi salire, attraverso i colorati vicoli dell’Alfama, al Castelo de São Jorge e ammirare suggestivi tramonti. Una pausa dalle passeggiate in città, elegantemente addobbata per le Feste di Natale, e dall’allegra movida serale del quartiere del Barrio Alto ha permesso di conoscere la pittoresca cittadina di Sintra, Paesaggio Culturale UNESCO, e il suo Palácio Nacional, un tempo meta delle villeggiature estive dei reali portoghesi.

E, siccome le tradizioni vanno conosciute e rispettate fino in fondo, non è mancato proprio nulla: piatti a base di baccalà, Pastéis de Nata, un assaggio di Ginjinha e una serata in compagnia del fado!

Até breve, Lisboa!