Diario di bordo

Home / Archive by category "Diario di bordo"
Tema del giorno:il viaggio!

Tema del giorno:il viaggio!

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

Apriamo la puntata odierna con una bella notizia: stamattina sono arrivati i risultati degli esami di certificazione francese DELF e siamo orgogliosi  di annunciare che tutti i nostri studenti di 2° li hanno superati con voti alti.

 

 

Continuiamo il nostro viaggio rimanendo in terra francese.

Qualche giorno fa avevamo condiviso con voi il commento della Prof.ssa Martinelli ad un testo di Proust e Ludovica Ferrero di 3cd ha colto lo spunto scrivendo questa bellissima riflessione

 

J’ai été invitée à développer une réflexion personnelle sur l’isolement. Le seul isolement
que j’ai connu jusqu’aujourd’hui est celui que tout le monde est en train de vivre.
L’isolement… terme beaucoup utilisé, mais personne ne comprend vraiment ce que ça
veut dire… ,en tout cas, jusqu’à présent..
Depuis plusieurs semaines déjà, en effet, nous savons très bien ce que veut dire ce
terme. Je n’aurais jamais pensée que j’allais dire cela, mais je crois qu’il n’y a rien de pire:
on regarde le monde tourner et continuer sans nous. Juste comme Noé de L’Histoire
Sainte dans l’arche.
Je sens comme un manque, un vide à combler, une souffrance, une privation de
compagnie humaine, capable d’ accentuer la tristesse, la mélancolie et générateur de
stress et d’angoisse.
Cet isolement, qui nous a été imposé, c’est, pour moi, comme la solitude, mais une
solitude très lourde à porter parce qu’elle nous oblige à changer notre vie, en la
bouleversant. Tout ce qu’on aimait faire, maintenant c’est interdit. Tous les contacts parmi
les personnes sont interdits; tous les jours sont caractérisés d’un sentiment d’ennui et
d’inutilité. Mais la partie la plus difficile est celle de réussir à vivre sans les personnes que
nous aimons car nous tirons notre existence, nos forces, de l’autre.
En ce moment, il nous semble tout apprécier , même ce que nous pensions de détester
avant, il nous manque !
Il est vrai, pourtant, que n’importe qui pendant sa propre vie, vit le sentiment d’isolement
et de solitude, mais celle que nous sommes en train de vivre, c’est quelque chose
d’imposée, à laquelle personne ne peut se soustraire.
Mais c’est dans ces moments que nous devons être unis. Maintenant , la communication
et l’échange sont de précieux remèdes et sont les seuls qui nous peuvent soulager en ce
moment. Nous devons exprimer toutes nos émotions et nous devons les partager avec les
personnes qui nous sont proches ( en premier lieu avec notre famille) afin de faire face à
cette situation difficile.
Pourtant, je pense qu’on doit voir toujours les choses de bon côté. On pourrait profiter de
ce moment d’isolement forcé pour dédier notre temps à nos amis, à nos lectures, à ceux
que nous aimons, au partage d’un moment unique de notre vie. 

 

A proposito di viaggio, una mamma ci suggerisce questa bellissima iniziativa

#Io Viaggio…da casa: 

10 musei da vivere virtualmente

(e prendere spunto per visitarli presto dal vivo)

  1. Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org
  2. Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali
  3. Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html
  4. Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/
  5. Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works
  6. Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne
  7. British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection
  8. Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore
  9. Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj
  10. National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html

 

Anche oggi non può mancare un viaggio nelle nostre lezioni che, come potete notare, spesso hanno  spettatori illustri

 

A concludere in bellezza ci pensa Antonio Gallinatti, rappresentante e studente di 4A, che ci consiglia un modo alternativo per viaggiare: la lettura!

“Il treno partì con due fischi e uno scossone. Al nostro passaggio, alcuni struzzi dalle piume fluttuanti balzarono via dai binari. Le montagne erano grigie e si intravvedevano appena nella foschia afosa. A volte un camion sporcava l’orizzonte con una nube di polvere.”

Tutti noi stiamo soffrendo questo isolamento forzato. Ci stiamo perdendo lo sbocciare della primavera, il calore umano. La nostra immaginazione ci punisce facendoci pensare dove ora potremmo essere, che viaggi avremmo potuto intraprendere e come sarebbero andati quelli che siamo stati obbligati ad annullare. In questi giorni di quarantena, dove il paesaggio più lontano da noi raggiungibile è lo sgabuzzino, tutto ciò che ci è rimasto è la lettura. Il libro che voglio consigliarvi oggi è uno dei più grandi capolavori dell’autore inglese di racconti di viaggi e romanzi Bruce Chatwin: In Patagonia.

In Patagonia a parer mio sarà l’unico libro capace di placare il vostro animo dall’inesauribile richiamo a viaggiare, rendendovi questa quarantena meno straziante. Un viaggio che parte dall’Inghilterra per poi attraversare le lande desolate di Cile e Argentina. Un viaggio a piedi, a contatto con la popolazione locale e quella immigrata: europei in cerca di ricchezze o di pace. Il protagonista di questo viaggio è alla ricerca di un pezzo di pelle appartenente al preistorico milodonte, desiderato da lui sin da quando era un bambino quando, in Inghilterra durante i primi anni della guerra fredda, osservava tale reperto a casa della sua nonna.

Un libro che vi farà vedere fenicotteri, deserti, metropoli affollate e paesaggi rocciosi dal buio della finestra della vostra camera in direzione sud ovest, oltre l’equatore.

 

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

 

A domani!

 

Mercoledi 1 Aprile

Mercoledi 1 Aprile

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo

Dopo l’esperienza “social” della lezione con Roberto Saviano, oggi apriamo parlando di un progetto che procede a gonfie vele anche in modalità online.

 

Green jobs: un progetto innovativo e attualissimo
Sono  ripresi ieri gli incontri di PCTO ( Progetti per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) tra la IIB quadriennale sperimentale, gli esperti di economia aziendale green, il tutor interno del progetto, Ivano Leccia, e la prof.ssa Campagnoli  per la realizzazione del progetto Green Jobs. E la IIB si conferma quell’ ottima classe che lo scorso anno, insieme agli studenti dell’attuale  2 A, vinse il concorso internazionale l’Età verde su tematiche ecologiche e  di sostenibilità ambientale. Quest’anno la classe più green del liceo  si cimenta nella creazione di  una start- up ecosostenibile,  con tanto di prodotto finale: un’app  per mettere in contatto piccoli produttori di prodotti ortofrutticoli e consumatori della collina torinese, all’ insegna del risparmio del cibo e della sostenibilità ambientale. Leggiamo i commenti degli studenti.
Daniel Zangari
Green jobs è un progetto molto innovativo per la creazione di una start-up totalmente ecosostenibile, che non ci offre solo l’opportunità di conoscere questo nuovo mondo di imprese green,  pieno di esperienze  a mio parere bellissime, ma anche l’occasione di fare gruppo, unire la classe e imparare a lavorare insieme per un progetto comune. Sono molto contento che la nostra scuola ci abbia dato un’ opportunità del genere, sono sicuro che in questo modo  aggiungerò  molte cose al mio “bagaglio” personale.
Rachele Grabbi
Lo scopo di questo progetto è che gli studenti in 40 ore creino una start-up innovativa ed ecosostenibile.  La classe procede attraverso una serie di steps  per simulare l’organigramma di un’azienda, quindi c’è chi si occupa di marketing, chi di editing, chi del bilancio ecc. , tenendo sempre presenti gli obiettivi della sostenibilità  ambientale.   Ciò stimola lo spirito di classe e ci fa capire che ogni elemento all’ interno di un gruppo è fondamentale. Green Jobs mi piace molto come progetto in quanto ci permette anche  di confrontarci spesso con esperti in questo ambito.
Elisabetta Marinello
Trovo davvero molto stimolante partecipare a  Green Jobs perché mi proietta nel mondo del lavoro e mi aiuta a farmi rendere conto degli ostacoli che le aziende devono affrontare ogni giorno per poter far ‘’quadrare i conti’’.  Inoltre collaborare insieme ai miei compagno, simulando di essere un ‘’team aziendale’’, è formativo per il mio futuro. Mi piacerebbe molto svolgere un lavoro nel quale posso confrontarmi ogni giorno con i colleghi per migliorare il successo dell’azienda.
Benni Todaro
Essere inseriti in un progetto come  Green jobs offre la possibilità di  creare e gestire un’ impresa green e   ci aiuta a capire l’importanza di  lavorare in modo rispettoso nei confronti dell’ambiente e di collaborare tra noi. Penso anche  che questo lavoro  possa portare allo sviluppo di diverse capacità in ognuno di noi, che potranno tornarci molto utili quando inizieremo a lavorare.  Stiamo sviluppando il lavoro di squadra, che ci sta rendendo più uniti come gruppo e come classe,molto  utile per favorire il compimento di un buon lavoro e il raggiungimento dei nostri obiettivi, come azienda start-up. 

 

 

“Non andare a scuola fa bene all’ambiente?”

 

 

“Meglio non andare a scuola o andarci in bicicletta?”

 

 

 

 

Cavalchiamo l’onda “green” e passiamo agli studenti di 4acd che, interrogati dal Prof.re Ghisu, stanno lavorando ad un progetto molto interessante che prevede l’indagine degli effetti del coronavirus sul riscaldamento globale. Tra questi Carlo Torrero ha fatto un bellissimo lavoro che ha inserito nella sua presentazione.

 

 


 

Oltre a studiare, i nostri ragazzi dimostrano di sfruttare al meglio il tempo libero per sviluppare la loro creatività. Vi consigliamo di dare un’occhiata ai disegni del nostro Filippo Bertone di 2 Ice

https://www.instagram.com/draw_my_opinion/?hl=it

 

 

 

 

 

 

 

C’è chi approfitta di questo periodo per aumentare il proprio bagaglio culturale e a quanto pare le lezioni di economia della Prof.ssa Eppel sono particolarmente interessanti, visto che gli studenti non sono gli unici partecipanti!

 

 

 

 

Vi salutiamo con il suggerimento della Prof.ssa Sabatino: un centinaio di audiolibri messi a disposizione della Rai.

“Se la sera fate fatica ad addormentarvi spegnete tutte le luci ed ascoltate un audiolibro , non c’è modo migliore per chiudere giornate come quelle che stiamo vivendo” 

Buon ascolto!

https://www.raiplayradio.it/articoli/2018/01/Radio3–Ad-alta-voce–tutti-i-romanzi-f91c61a8-0021-40ca-a62f-514b841b558b.html?fbclid=IwAR3CcJ1sTuIBzF2i-XAdYCEw204gHpkr-oG9bXshoKTETlXZIV3Sxfv-B7g

 

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

A domani!

Grazie Roberto!

Grazie Roberto!

GRAZIE ROBERTO!

Per la tua spontaneità e la tua passione, per averci dato la possibilità di uscire dalla monotonia e dalla prigione mentale, ma soprattutto per aver dato a tutta la nostra comunità l’opportunità di vivere un momento di dibattito culturale come quello di ieri.

Sono stati numerosi gli spunti di discussione, confronto e contraddizione: libertà e restrizione, dignità e paura, monotonia e opportunità, difesa e nazionalismo.

Ma soprattutto sono tanti i sorrisi e le emozioni che proviamo a ripercorrere attraverso le parole dei protagonisti:

 

“Dalle domande poste dai miei compagni appariva la necessità di poter ritrovare la bussola in grado di portarci nuovamente verso la spensieratezza, verso la leggerezza e la tranquillità che invece è andata perduta in questo periodo. Dalle domande emergeva il bisogno di trovare una cura  alla ripetitività del quotidiano.”  (Edoardo Vigo 5A)

“Ciò che mi ha colpito di più di Saviano è stata a sua passione per la letteratura e per “Se questo è un uomo”, particolarmente evidente all’inizio del talk, non per la passione in sé ma per come lui la esprimeva: il modo in cui ci ha parlato di quest’opera era assolutamente coinvolgente, le sue parole trasudavano di amore per la bellezza della scrittura” ( Carlotta De Carolis 2IB)

“Il breve dialogo e incontro che abbiamo avuto mi ha ricordato brevemente chi sono. Per un attimo mi è sembrato di essere a scuola a parlare delle piccole cose. Domande come “Cosa hai fatto oggi?” oppure “Come stai?” o ancora “Cosa vorresti essere da grande?” mi hanno fatto tornare in mente che siamo adolescenti, teenagers. Che anche in questo momento difficile, continueremo ad avere dei sogni, passioni e cuore” (Leonardo Luciano 2IB)

“Ci ha incoraggiati nel non perdere la dignità e i valori dell’uomo anche se siamo in un periodo di reclusione “forzata”, ma al fine di salvare la propria vita e quella altrui” (Edoardo Grabbi 5A)

“Sentir pronunciare il proprio nome e la propria domanda da Saviano stesso è stato emozionante. Questa esperienza ha fornito a noi studenti importanti spunti di riflessione, utili al fine di affrontare situazioni straordinarie come quella nella quale ci troviamo ora. “ (Valeria Tarozzo 5A)

“Saviano ha risposto in maniera rapida ma coincisa alla domanda posta ,facendo una netta distinzione tra quelle che sono le proibizioni che lo stato ci impone per difenderci da un lato, e le costrizioni discriminatorie che ha dovuto subire Primo Levi dall’altro” (Leopoldo Valfrè 5A)

“Ho scoperto una persona molto semplice e disponibile che ha anche cercato di confortarci dandoci qualche consiglio su come affrontare questa situazione che lui sta vivendo, in parte, già da tempo.” (Giorgia Chimenti 5CD)

“Un’esperienza di confronto non solo interessante e arricchente ma di aiuto per ridimensionare senza minimizzare o sminuire lo sforzo che stiamo facendo nel rimanere a casa con responsabilità e autocontrollo. A proposito ci ha fornito dei consigli utili da sprone: avere cura di noi stessi senza abbandonarci al “pigiama” e “allargare”, le nostre giornate in termini di sensazioni, il suo consiglio è di vivere tutto diversamente e con maggiore profondità.” (Ludovica Cassandro 5CD)

“Oggi più che mai Insegnare significhi stare vicini ai nostri studenti soprattutto dal punto di vista umano perché educere vuol dire far emergere la parte migliore che i nostri ragazzi hanno. I contenuti e le valutazioni sono importanti, ma la Scuola, ora e anche al rientro alla “graduale normalità”, sta aiutando (e continuerà a farlo) i nostri ragazzi a capire che non sono soli e che, di fronte alla malattia e alla morte, non bisogna arrendersi, ma continuare a credere che c’è sempre una speranza di salvezza e di rinascita proprio come Levi ha tentato di insegnarci nel Canto di Ulisse” (Prof.ssa Loredana Sabatino)

Tanto merito anche alle domande preparate dai nostri studenti, aiutati dalla stessa prof.ssa Sabatino e dal prof.re Puttili a cui va un sentito ringraziamento.

Ecco i quesiti:

Roberta Cottino (5CD): Quando Levi si trova nel Ka-be ricorda alcune esperienze passate che mettono in risalto la bellezza della vita al di fuori del Lager. Questa riflessione per certi versi è simile alla situazione attuale creata dal Coronavirus che induce le persone a riflettere sulla loro vita e sulla speranza di tornare al più presto alla quotidianità. Sei d’accordo?

Elena Curoso (5CD): Secondo te che cosa del pensiero di Primo Levi si riesce a trasporre nella quotidianità di oggi, in un momento di così grande emergenza sanitaria nazionale, che non ha precedenti nel nostro passato recente?

Ginevra Basoccu (5CD): La frase ‘Il lavoro rende liberi’, anche se utilizzata in maniera totalmente scorretta, racchiude un significato profondo. In questi giorni capisco a pieno l’importanza e il privilegio di poter lavorare. E’ così anche per Lei?

Giorgia Chimenti (5CD): Nonostante la grande differenza, pensa possa esserci un parallelismo tra la restrizione del vivere sotto scorta e la prigionia del lager? A tal proposito, sente di poter fare ciò che vuole o percepisce dei limiti?

Andrea Lo Russo (5CD): Primo Levi in “Se questo è un uomo” racconta di alcuni bambini su cui vengono svolti degli esperimenti letali. Il loro sfruttamento nei campi di concentramento si può collegare a quello dei ragazzi che si trovano nel mezzo di un ambiente pericoloso e distruttivo come quello della camorra?

Pietro Peruzzi (5CD): Nell’opera “Se questo è un uomo” Primo Levi presenta l’ideale dei sommersi e dei salvati, secondo Lei, nella realtà criminale di oggi, chi sono i sommersi e chi sono i salvati?

Matilde Trinchero (5CD): Vi può essere un parallelismo tra il linguaggio e la terminologia utilizzati nel libro “Se questo è un uomo” e quanto vissuto da lei e descritto nei suoi libri?

Claire Vietti (5CD): Prima di scrivere “Gomorra”, ha sentito anche lei come Primo Levi, insieme all’urgenza, anche la paura di non riuscire a trasmettere appieno tutto quello che aveva da dire? Oppure ha provato il timore che denunciare una realtà malavitosa significava porre sé stessi “per l’alto mare aperto?”

Alessandro Tazzetti (5CD): Che analogie ci sono fra i comportamenti adottati dai prigionieri di Auschwitz-Birkenau per scalare le gerarchie del campo (sopraffazioni, astuzie e alleanze mirate alla sopravvivenza) e quelli che i camorristi attuano per scalare le piramidi gerarchiche dei clan e perseguire il potere?

Ludovica Cassandro (5CD): Primo Levi scrive questo libro affinché non si perda la memoria di quanto successo. Oggi, secondo Lei, la deriva sovranista di molti stati europei e l’atteggiamento ostile verso i flussi migratori sono un campanello di allarme da non sottovalutare? E’ il segnale che la “memoria” si sta perdendo?

Sabrina Traversa (5CD): Quale momento del libro l’ha colpito particolarmente da un punto di vista emotivo? Quali emozioni le ha suscitato?

Guido Colonna (5CD):Si puo’ paragonare il cinismo delle SS in Se questo è un uomo nell’infliggere punizioni a quello dei sicari durante le esecuzioni mafiose?

Edoardo Grabbi (5A):Signor Saviano, le circostanze in cui ci troviamo a vivere oggi a causa del COVID-19 ci possono ricordare la situazione in cui lei da anni ormai vive con restrizioni e regole imposte dalla necessità di sopravvivere, ha qualche consiglio su come ricavare qualcosa di positivo da questa situazione?

Edoardo Vigo (5A):L’opinione pubblica ai tempi di Primo Levi fu accondiscendente nei confronti delle tragiche politiche commesse dai regimi: oggi, in un mare di desolazione e disperazione, si respira un’aria di solidarietà comune con i paesi di tutto il mondo che stanno cercando di unirsi per affrontare questa emergenza mondiale: abbiamo imparato qualcosa dai nostri errori?

Valeria Tarozzo (5A):Questa settimana il parlamento ungherese prenderà in considerazione un provvedimento di emergenza che conferirebbe al primo ministro Orbán il potere di governare per decreto, senza una data di scadenza. Tale legislazione è pericolosa in quanto indefinita e si presta ad abusi. Ritiene che l’emergenza del coronavirus possa essere sfruttata per oscurare quelle che sono le prerogative di una democrazia, come avvenuto durante il regime nazista ai tempi di Primo Levi?

Leopoldo Valfré (5A):“Una vita vissuta sotto protezione militare è una vita che non ti appartiene più, che smette di essere tua. Eppure sembrano pochi ad accorgersene. Diventa necessario chiedere il permesso, avvisare in anticipo su qualunque spostamento, anche minimo. Devi essere autorizzato a entrare in un ristorante, persino in un bar a bere un bicchier d’acqua se ti viene sete all’improvviso”. Queste sono le parole che pronunciò in un’intervista nel 2013, parole forti che ricordano tremendamente la situazione che stiamo tutti affrontando: oggi ci sentiamo tutti un po’ Roberto Saviano?

Francesco Tammaro (5A):Durante le prime fasi della diffusione del Covid-19 abbiamo assistito a episodi di discriminazione nei confronti degli asiatici. Nella fase successiva, siamo stati noi oggetti di discriminazione. Crede che questi episodi più che mai attuali confermino la tesi di Primo Levi riguardo il virus presente all’interno degli uomini, che se non controllato porta a discriminazioni e persecuzioni? 

Carlotta de Carolis (2IB): All’interno del campo di Levi si costruiscono dei forti legami se non addirittura delle amicizie tra i prigionieri. Similmente in Italia si sta creando un senso di comunità molto forte nelle ultime settimane, manifestato anche solo semplicemente dai cori dai balconi. C’è sempre e solo bisogno di ritrovarsi di fronte a un male comune perché una comunità o un gruppo di persone si uniscano?

Leonardo Luciano (2IB): In “Se questo è un uomo”, i prigionieri del campo di sterminio si ritrovano in una situazione difficile. Se alcuni uomini danno prova di grande umanità (come Lorenzo, che viene descritto come “al di fuori di questo mondo di negazione e indifferenza”), altri sono spinti dalla paura verso la diffidenza e l’opportunismo. Cosa possiamo imparare da Levi sulla solidarietà durante questa pandemia?

Carlotta de Carolis (2IB): Questo virus ha fatto emergere molto odio nei confronti di stranieri, italiani compresi. Ai tempi di Levi il popolo ebraico è stato incolpato perfino della crisi economica che seguì la I Guerra mondiale, e la risposta del popolo tedesco -e non solo- è stata di assoluto supporto nei confronti di queste idee benché infondate. Perché secondo lei è così importante per noi trovare un capro espiatorio?

Leonardo Luciano (2IB): In Italia e nel mondo i cittadini, i medici e i politici si sono ritrovati a fare scelte anche molto difficili. Pensa che la testimonianza di Levi ci aiuti a capire quali sono le decisioni morali che si devono prendere in questo momento? Quale tipo di comportamento si sta ripetendo.

E dopo questa carrellata di emozioni vi diamo appuntamento a domani.

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

Un abbraccio virtuale!

Siamo online con Roberto Saviano!

Siamo online con Roberto Saviano!

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

E’ arrivato il grande giorno e da pochi minuti Roberto Saviano siede dietro la nostra cattedra virtuale per parlarci di Primo Levi.

 

Levi è stato scelto dagli studenti del Liceo Vittoria e mi ha molto colpito che i ragazzi lo abbiano voluto. Secondo me perché in un momento così drammatico il pensiero di Levi diventa uno spazio di resistenza. Salvare l’“umano” in una situazione tragica” cosi si esprime l’autore nell’intervista che potete leggere al seguente link :

https://torino.corriere.it/cultura/20_marzo_30/coronavirus-roberto-saviano-per-resistere-rileggiamo-primo-levi-1750ce78-7257-11ea-bc49-338bb9c7b205.shtml

Domani promettiamo di dare voce ai protagonisti di questa grande esperienza di confronto: i nostri studenti!

Ma iniziamo con contributi e i suggerimenti che ci arrivano.

Per alimentare il nostro spirito di comunità ecco un video molto significativo che vi suggeriamo di visionare

 

Protagoniste di oggi, le classi della prof.ssa Palumbo:

durante le temute interrogazioni

 

e durante le ore di storia 

 

 

La professoressa Martinelli, invece, per non farci sentire soli e per offrirci uno spunto di riflessione ci invita a leggere queste righe a commento del seguente brano di Marcel Proust.

Quand j’étais tout enfant, le sort d’aucun personnage de l’histoire sainte ne me semblait aussi misérable que celui de Noé, à cause du déluge qui le tint enfermé dans l’arche pendant quarante jours. Plus tard, je fus souvent malade, et pendant de longs jours je dus rester aussi dans l’«arche». Je compris alors que jamais Noé ne put si bien voir le monde que de l’arche, malgré qu’elle fût close et qu’il fît nuit sur la terre.

(lettera al suo amico Willie Heath che apre Les Plaisirs et les jours)

Marcel Proust, una delle voci più importanti della letteratura francese, ha conosciuto molto bene l’isolamento: la sua salute cagionevole infatti lo ha spesso obbligato a trascorrere lunghi periodi chiuso in casa, in particolare nella sua stanza, che lui chiama “Arca”.

Quand’era bambino gli sembrava che vivere rinchiusi nell’Arca di Noè fosse la peggiore sventura, ma da adulto vivere nell’”Arca” di casa sua gli ha permesso di vedere il mondo più profondamente e di coglierne la bellezza.

Le parole di Proust oggi sono più che mai attuali per tutti noi che siamo costretti a rimanere nell’“Arca”, confinati tra le mura delle nostre case.

Perché non ispirarsi alle sue parole e approfittare di questo periodo per ritrovare sé stessi?

 

Leggere ci invita a riflettere quindi di seguito troverete un link interessante per passare un po’ di tempo in queste giornate sospese.

http://www.assoctc.it/wp-content/uploads/2020/03/Dal-Libro-Rosso-di-Carl-Gustav-Jung.pdf

 

Esprimere i propri sentimenti e rendere partecipi i nostri compagni e i nostri professori di come si svolgono le nostre giornate in quarantena serve a renderci più forti nel sopportare questa prova.

A noi ragazzi fa piacere vedere i nostri amici ed i professori  anche se solo attraverso uno schermo ma crediamo che alla nostra preside faccia molto piacere sapere che il lavoro suo e dell’intero staff viene apprezzato da tutta la grande famiglia del Vittoria, quindi di seguito pubblichiamo alcune foto della nuova quotidianità e alcune mail inviate all’istituto.

Buongiorno, volevo solo segnalarle che con Mattia al mattino sto “andando a scuola” anche io. Ieri ad esempio sono rimasta incantata dalla lezione del prof.Afrito, ora sto seguendo la Prof.ssaSabatino sulla Divina Commedia e non posso che sentirmi profondamente grata, per il lavoro che tutti voi state svolgendo per garantire ai nostri ragazzi di proseguire nello studio. Un caro abbraccio, vostra alunna

Concludiamo con le riflessioni di Clara Padovano, studentessa della 3CD.

“ Strane giornate queste che stiamo vivendo, il tempo sembra sospeso in attesa che tutto ricominci, ma come ricomincerà?

Intorno a noi sentiamo dire che nulla sarà più come prima ma io, sinceramente, non capisco che cosa voglia dire…. Sarà meglio o sarà peggio?

Non mi rendevo conto di quanto fosse bello abbracciare i miei compagni, salutarli tutti con un bacio prima di tornare a casa, ogni giorno… erano gesti a cui non davo un significato importante, adesso so che quando potrò rifarlo avranno un senso più profondo e penserò che un bacio più un abbraccio sarà come dire affetto.

Per fortuna esistono Skype, Whatsapp e Instagram, se tutto ciò fosse successo  10 anni fa come ce la saremo cavata?

Saremo rimasti davvero soli…

Pensate che ieri sera anche i miei genitori hanno fatto un aperitivo via Skype…. Impensabile 2 o 3 settimane fa!

Ma siamo umani e questo dimostra che abbiamo  bisogno di sentirci vicini, in contatto con i nostri amici e parenti e in questo momento va bene farlo anche in modo virtuale anche se devo dire che non vedo l’ora di stritolare in abbraccio veri i miei amici e i miei nonni.”

 

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

Buona settimana! A domani!

Appuntamento a lunedi ore 15.30!

Appuntamento a lunedi ore 15.30!

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

Concludiamo questa prima settimana insieme condividendo la notizia che tutti attendevano:

 

 

 

Lunedì 30 marzo alle ore 15,30 in diretta Instagram  

LEZIONI DA QUARANTENA (robertosaviano_official!) 

Giorgia, Ludovica, Edoardo, Emmanuel, Carlotta e Leonardo delle classi VCD, VA e 2IB  

avranno l’opportunità di conversare con ROBERTO SAVIANO. 

Si parlerà di Primo Levi e della suggestione che la lettura di 

Se questo è un uomo 

esercita su di noi in questi giorni di isolamento forzato 

Tutti possono seguire la diretta. È sufficiente avere un profilo Instagram e digitare robertosaviano_official! 

Seguiteci! Non ve ne pentirete! 

Per mantenere vivo il senso di appartenenza e di partecipazione che in una scuola rappresenta una componente fondamentale, stiamo mettendo a punto insieme al mio staff, a latere delle attività scolastiche, alcune iniziative per coinvolgere i ragazzi e farli sentire meno soli”, spiega la Preside Marcella Bodo. 

 

Tra queste iniziative è previsto un appuntamento settimanale con un ospite illustre per discutere e confrontarsi su tematiche di attualità, storiche e sociali, e il primo di questi ospiti sarà appunto Roberto Saviano.  

 

Iniziamo con i contributi di tutta la nostra grande comunità: studenti, docenti e genitori.

un bellissimo video realizzato da Rebecca Moschetto della 3CD, la quale ha donato la sua voce ad un magnifico sonetto di William Shakespeare: “Sonnet 18 – Shall I compare thee to a summer’s day?”

 

 

Continuano ad arrivare numerosi messaggi da parte dei genitori, che con le loro  parole affettuose e di supporto, rendono ancora più gratificante il lavoro che stiamo svolgendo.

 

“Grande Direttrice, 

in questo periodo di emergenza abbiamo molto apprezzato il suo approccio nella gestione delle problematiche e le sue costruttive comunicazioni. 

La ringraziamo sentitamente per il suo impegno e la sua presenza. Ha creato una scuola moderna ed attiva che non ha abbandonato i suoi studenti ed i loro genitori! 

Cordiali saluti,”

 

Ed ecco adesso un po’ di immagini ed attività della giornata!

 

 

Si parte con le lezioni di inglese della Professoressa Palumbo, la quale ha oggi dedicato la lezione con la classe 2B alla scoperta del magico e antico mondo di Lord Randal, 

 

 

 

passando all’attività della Professoressa Baracco che ha proposto ai suoi studenti di  scrivere un paragrafo partendo da un’immagine e mettere in pratica la tecnica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

arrivando alle lezioni di matematica, tenute dal professor Banti che con la classe 3CD ha proseguito e approfondito con nuovi spunti di osservazione il discorso sul punto e sulla retta affrontato nei giorni precedenti!

 

 

Ed infine ecco due studentesse della 4°A, che seppure a distanza, si sono incontrate per ripassare insieme in vista di un’imminente interrogazione: una buona abitudine che hanno voluto mantenere, sebbene in un modo un po’ diverso.

 

 

Vi salutiamo con il pensiero del giorno di Martina Zucca, studentessa della 4°a, che speriamo vi possa strappare sia un sorriso sia una riflessione, in questi giorni a casa:

 

In questi giorni di quarantena, nei quali il cervello viaggia tanto e in posti strani, ad un certo punto mi sono immaginata nonna. Si avete capito benissimo: ho immaginato la me del futuro, con i capelli grigi, il viso che assomiglia sempre di più al muso un carlino… di conseguenza non posso fare a meno di immaginare cosa racconterei al mio ipotetico nipotino, se mi dovesse chiedere di questo periodo particolare che stiamo vivendo, e più o meno gli direi così:

 

Mio caro nipotino,

quando la nonna aveva diciannove anni, mentre tutti ancora si chiedevano dove fosse Bugo (Morgan compreso), scoppiò una pandemia! Si trattava di un virus, proveniente da un posto che ci sembrava tanto lontano… all’inizio nessuno prese la cosa sul serio, perlopiù tutti associavamo questo virus, il CORONA virus, ad una bevanda che tua nonna beveva con gli amici il sabato sera.

 

Devi sapere mio caro nipotino, che Ci avevano tutti detto di stare a casa, perché era il modo migliore per far si che si concludesse questo macello, ma devi sapere che tante persone riscoprirono il piacere di viaggiare ed esplorare nuovi posti, indovina un po’, proprio in quel momento! Pensa piccolo, quando sarai più grande, studierai la “Grande fuga dell’otto Marzo”, durante la quale centinaia e migliaia di persone, di notte, presero treni, macchine, addirittura monopattini elettrici, per fuggire da Milano!

E così fu incredibile, perché tutto chiuse e si fermò, iniziò la quarantena, la nonna non andò a scuola per alcuni mesi, tante persone non andarono a lavorare.

 

Succedevano cose assurde, il concetto di “il cane è il migliore amico dell’uomo” assunse significati diversi: c’era gente che calava il cane giù dal balcone per fargli fare i suoi bisogni e altri, famiglie anche abbastanza numerose, che a turno portavano il poveretto a fare una passeggiata, solo per potersi ricordare com’era il mondo fuori. Insomma oltre che noi, anche i nostri cani erano stressati.

 

Abbiamo capito quali erano davvero le cose importanti: la famiglia, il prendersi cura di se stessi, la solidarietà o nel caso del tuo bisnonno, il mio papà, lo lievito per fare il pane. Perché devi sapere che durante la quarantena lo sport preferito divenne, oltre che quello di sollevatore esperto di polemiche, anche quello del fornaio.

 

Tutti diventarono molto più atletici anche se in casa (tranquillo nipotino mio, la tua nonna no), probabilmente perché terrorizzati dalla costante pressione psicologica dei quotidiani video di training e work-out che CHIUNQUE pubblicava su Instagram (un vecchio social network nel quale non esisteva ancora la sezione “insulta un estraneo per sfogare la tua frustrazione”). Ecco, nipotino mio, avere Instagram era un casino sai? Ogni giorno non sapevi se schierarti dalla parte di quelli che cantavano sul balcone, o dalla parte di quelli che tiravano i sassi a chi cantava sul balcone.

 

Le persone iniziarono a dispensare consigli incredibili su come passare il tempo, credo che il più fantasioso fu “leggi un libro”, ma sicuramente finito il mio racconto me ne verranno in mente mille altri ancora più sorprendenti.

 

Si nipotino mio, feci lezione in pigiama.

 

Tutti erano tristi mio caro, beh tutti tranne i soliti anticonformisti che parlavano di qua e di la di come la quarantena gli avesse fatto riscoprire passioni perdute e abilità nascoste (e non ti nascondo che nonna li invidiava), tutti erano confusi e spaesati e si chiedevano quando sarebbe ricominciata la vita normale, ma non sapevano che la vita avrebbe preso, dopo quanto accaduto, un significato un po’ diverso.

 

La tua nonna imparò alcune cose: imparò che ogni momento vola via ancora più veloce di quanto già prima pensasse, imparò che tutto ciò che aveva valore nella sua vita, ora ne aveva un po’ di più, imparò che le persone vivono le situazioni tutte in modo molto diverso, imparò che criticare chi sta lavorando per te, senza ragionare non serve a niente ed imparò infine che se non si può far nulla per uscire da una condizione in cui ci si è trovati, allora bisogna viverle in modo da stare il meglio possibile, in modo da attutire la tristezza, o trarre qualcosa di buono da essa. Ma soprattutto nipotino mio, tutti imparammo una cosa fondamentale, una cosa che ci cambiò la vita per sempre… imparammo a nostre spese, che durante una videochiamata, se il tuo interlocutore spegne il suo microfono, ebbene sì, ti potrà sentire lo stesso…non sai quante volte non ce ne rendemmo conto!”

 

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

 

A lunedi e buon weekend!

Roberto Saviano  al Vittoria!

Roberto Saviano al Vittoria!

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

Oggi siamo lieti di annunciarvi un appuntamento esclusivo per il nostro istituto!

Lunedì 30 Marzo la scuola parteciperà a “Lezioni da quarantena”, rubrica di Roberto Saviano che incontra virtualmente le classi direttamente sulla pagina personale di Instagram

 

Domani comunicheremo tutti i dettagli riguardo l’ora, l’argomento e le modalità per seguire la lezione.

 

 

Dal futuro al presente, le video-lezioni continuano imperterrite, gli studenti non smettono di impegnarsi per portare a termine  l’anno scolastico nel miglior modo possibile. Dal canto loro i professori sono costantemente aperti a ricevere suggerimenti e feedback dagli studenti per rendere le lezioni proposte più efficaci.

 

 

Ecco i professori del Liceo Europeo De Benedetti e Eremita che si occupano di offrire il loro supporto e insegnamento a tutti i loro studenti.

 

 

 

 

Inoltre, si ingegnano per poter fornire il maggior numero di risorse ai propri studenti, spiegando con l’aiuto di PowerPoint, lavagne interattive o video.

 

Direttamente dalla lezione della professoressa Eppel,i power point con cui spiega Economia agli studenti di 2IB

 

La coordinatrice Gutowitz, le professoresse Phillips e Mamini, consulenti di ICE e IB rispettivamente, e la Preside Bodo si tengono sempre in contatto per discutere su problemi, soluzioni e eventuali progetti per gli studenti.

 

 

In questi giorni ci stanno arrivando numerosi commenti da parte dei genitori che ringraziano i docenti per le loro iniziative e per la loro disponibilità verso gli studenti. Ne siamo estremamente felici e li ringraziamo, a conferma che i nostri sforzi non sono vani. Ecco il commento di una madre di uno studente della VIS:

“Gentile Dott.ssa Bodo, Ms. Gutowitz e tutto lo staff del Vittoria,

Un breve messaggio per ringraziarvi, per esprimervi solidarietà ed apprezzamento per il lavoro che tutti state svolgendo e un ringraziamento speciale poiché date un senso alla giornata dei nostri ragazzi. Credo che il lavoro che voi fate con loro quotidianamente, insegnanti soprattutto, sia in questo momento un’ancora per la loro normalità. Come per tutti, un periodo di ‘fine tuning’ è più che necessario per abituarsi a questa nuova modalità di interazione ed anzi, io sono estremamente soddisfatta del lavoro che state facendo.

Grazie veramente e bravi tutti.”

 

Andando avanti durante questo periodo dove non c’è molto da fare, oltre seguire le lezioni, gli studenti si stanno dimostrando particolarmente creativi, sfogando frustrazioni e noia dovute dalla quarantena creando vari contenuti.

Tommaso Maglione di VA ha voluto condividere con noi una simpatica canzone per sdrammatizzare la situazione creatasi dal virus che potete ascoltare al seguente link:  https://www.facebook.com/1436505696/posts/10221974447897073/?d=n

 

Ecco il contributo della studentessa di 2IB e rappresentante d’istituto Martina Brasolin che ha deciso di condividere il suo rapporto con la quarantena e l’ansia, nella speranza di poter aiutare altri studenti con le sue parole.

“Questo periodo di quarantena è un periodo brutto per tutti. Nessuno si aspettava che sarebbe successo, nessuno era preparato e nessuno pensava che una semplice “influenza” (così definita inizialmente) potesse scatenare l’isolamento forzato di tutta l’Italia e, pian piano, del mondo. Ognuno di noi sta vivendo questa situazione in maniera differente, di sicuro ci sarà la persona a cui non fa né caldo né freddo stare a casa per mesi e chi, come me, abituato a uscire e a tenere la mente impegnata facendo mille cose, lo trova più complicato. Pensando a cosa scrivere per questo “Diario di bordo” mi sono venute molte idee in mente ma penso che la prima cosa di cui vorrei parlare è un argomento che, specialmente durante questa situazione, è molto importante. Poche persone parlano di quanto sia importante la salute psicologica delle persone, oltre che a quella fisica. Questo virus ci costringe a rimanere chiusi in casa e quindi passiamo molto tempo da soli. Questa solitudine e la noia ci spingono a riflettere e chi, come me, non ha un buon rapporto con i propri pensieri, può sentirsi schiacciato da questa situazione da cui non si può scappare. Riconosco che questo sia un discorso particolare e soprattutto molto soggettivo dato che i miei pensieri potrebbero non essere condivisi da tutti e per questo motivo da ora in poi parlerò della mia personale esperienza in quarantena.

Voglio parlare della mia ansia e di quanto sia fondamentale per me confrontarmi con uno psicologo regolarmente per cercare di mantenere la mente lucida e evitare attacchi di ansia, che però purtroppo non posso sempre evitare. In televisione, sui giornali e persino sui social network si parla solo più di Corona Virus, di nuovi decreti e della quarantena che sembra non finire mai. Nel mio paesino di campagna le forze dell’ordine fanno il giro di tutte le vie urlando con il megafono di stare a casa e di non uscire per nessun motivo. Dovunque io mi giri sono circondata da questa cosa e non esiste via di fuga, mi sento in trappola. Avere l’ansia significa andare a leggere le notizie tutti i giorni e stare male fisicamente e emotivamente capendo che le 4 mura che mi circondano da ormai un mese saranno ciò che mi accompagneranno per i prossimi 2 o 3 mesi, se non di più. Avere l’ansia significa esagerare tutto, le emozioni e le sensazioni soprattutto. Più la quarantena si allunga, più penso ai mesi che passano e più mi immagino il non poter più uscire di casa, non poter vedere più i miei amici, il mio ragazzo, i miei parenti… Tutte queste cose si sommano insieme nella mia testa e mi fanno esplodere. Inizio a piangere, vado in iperventilazione e l’unica cosa a cui riesco a pensare è “non ce la posso fare”. So che l’ansia mi porta a esagerare ciò che penso e quindi vedo tutto in modo molto più apocalittico di quanto non sia veramente ma durante un attacco d’ansia non riesci a controllare la mente. Entro in un vortice di negatività che non si può estinguere, posso solo sperare che quando il giorno dopo mi sveglierò, starò meglio del giorno prima e che le notizie non mi portino a dare di matto. 

Tuttavia, essere costretti a lottare con i propri pensieri mi sta aiutando a trovare la pace con me stessa. Questo periodo di quarantena mi sta insegnando che usavo la mia vita frenetica per evitare pensieri scomodi, mentre di sicuro, una volta che finirà tutto questo, cercherò di prendermi più tempo per me stessa per affrontare la mia ansia invece che cercare di non pensarci e basta. Inoltre, strano ma vero, ho iniziato a meditare grazie agli insegnamenti della mia psicologa e ho scoperto che mi è estremamente utile e, infatti, invito tutti a provarci per quanto strambo vi possa sembrare.

Ho deciso di condividere le mie emozioni perché so che potrà essere utile a qualcuno che si trova nello stesso stato d’animo.  Ringrazio anche i miei professori, Ms. Gutowitz e la Preside Bodo, che sono sempre presenti per noi studenti verso qualsiasi tipo di problematica, relazionata alla scuola e non.

Colgo l’occasione per sottolineare l’importanza di parlare delle proprie emozioni per evitare di “esplodere” tenendosi tutto dentro. Porgo il mio aiuto a qualsiasi studente e non che avesse bisogno di confrontarsi con qualcuno di imparziale per sentirsi ascoltato e per sfogarsi. Ribadisco che anche i docenti sono disponibili per tutti gli studenti, soprattutto in questo periodo particolarmente difficile.”

 

Concludiamo con una toccante lettura  consigliata dalla madre di uno dei nostri studenti e pubblicata sul sito del Corriere della Sera. Il testo è intitolato «Figlio mio ecco le cose che vorrei dirti, e che ho nascosto in una torta di mele»

“Sto a casa.

Ho fatto la torta di mele.

Mi siedo.

Aspetto.

Ho così tanto tempo ormai che posso stare seduta ad osservare la torta lievitare, lo zucchero in superficie che si fa dorato. Lo zen e l’arte di sopravvivere al Covid19. Sul frigorifero di fronte a me c’è un invito a visitare una facoltà di medicina. Una delle tante in cui ti avrei dovuto accompagnare. Il cartoncino è tenuto da calamite inutili che raccontano viaggi in Paesi lontani. Sono proprio le schegge di normalità che danno forma all’assurdo.

Sull’invito c’è scritto Open è il 14 marzo, il 14 marzo di un’altra vita. E mi sembra di essere la protagonista di un romanzo di Stephen King, seduta in cucina a tagliare le mele e a fare finta di niente mentre fuori il mondo che conoscevo non esiste più .

Poi arrivi, ti siedi di fronte a me, a distanza di sicurezza dalla mia mano che vorrebbe scompigliarti i capelli. A diciott’anni le carezze di una madre sono acido muriatico.

Smetto di fissare il forno e ti guardo. Da quanto non lo facevo davvero? Non ti sei fatto la barba, sembri più grande. Tieni le spalle meno dritte, tre settimane senza sport iniziano a farsi sentire, o forse le hai chiuse a proteggere il cuore. Gli occhi invece, quelli sono gli stessi di quando eri bambino. Pensieri veloci, lampi di verde, nuvole rapide (anche se tu i Subsonica non sai nemmeno chi sono). Hai sempre avuto domande nello sguardo. Ora più di sempre vorrei avere le risposte. Ma c’è questo tavolo sporco di farina fra di noi e questo silenzio irreale.

Fai fatica ad addormentarti alla sera. Ti sento rigirarti nel letto, muoverti per le stanze.

Da me, dalla mia luce accesa non vieni mai. Ieri però mi hai raccontato un incubo.

Dovevi andare a trovare un’ amica, era notte ed eri solo. Ti si accendevano tutte le spie di allerta della macchina, ma andavi avanti, per arrivare da lei dovevi attraversare un ospedale, i malati erano infetti, sembravano i tossici mangiati dal Krokodile. Non trovavi l’uscita, eri in trappola.

Fede secondo me…

Mamma, risparmiami le tue minchiate da psicoanalista.

Che poi io la psicoanalista la faccio davvero, ma per maneggiare mio figlio aspetto che qualche collega più illuminata mi scriva un tutorial sull’isolamento con un adolescente, perché se ti dipingessi un arcobaleno e ti dicessi andrà tutto bene, molto probabilmente risponderesti, ridendo, «Tutto bene un cazzo». E avresti pure ragione, e la cosa dissonante in questa comunicazione sarebbe solo la risata.

E così sto qui, con l’unica domanda sensata strozzata in gola.

«Hai paura?».

Ma tu non puoi ancora permetterti di essere vulnerabile.

Io sono vecchia e ho fatto pace con le mie ferite.

E allora vorrei dirti che se fossi in te io avrei una paura fottuta.

Come quando ero piccola e qualcuno faceva saltare in aria le stazioni, con dentro la gente stanca che già pensava al mare, e io non sapevo se dopo tutto quel dolore qualcosa sarebbe mai stato come prima.

E se fossi in te io sarei incazzata, perché questo è l’anno della tua maturità e ti meritavi di pensare solo a quella, ti meritavi di sognarla di notte, per anni, come tutti noi, perché quello era il rito di passaggio. La maturità voi ve la state guadagnando sul campo, crescendo all’improvviso, che dopo questo, nessun esame avrà più senso.

E poi ti meritavi un’estate stupenda, in giro per un’ Europa diversa, una senza frontiere. E magari avresti incontrato una ragazza bellissima che parlava un’altra lingua e anche solo un centimetro da lei sarebbe stato troppo. E ora devi capire da solo quanto pesa un metro di distanza, che un bacio può uccidere e che il più grande gesto d’amore è stare lontano da chi ami.

E vorrei chiederti scusa, a te e ai ragazzi come te, perché la mia generazione vi ha usato come capro espiatorio dei propri limiti. Vi giudichiamo perché non sopportiamo di non riuscire a restituirvi un senso.

Persi in questa altalena fra la negazione e la psicosi (che in fondo poi sono la stessa cosa), abbiamo preteso che foste più responsabili di noi, non l’abbiamo mica voluta vedere la fragilità dietro la spavalderia, eravamo troppo occupati a contemplare le macerie delle nostre certezze.

Insomma quante cose avrei potuto dirti.

Invece ti do una fetta di torta di mele.

Come mia madre quando provava a riempire l’assenza con le polpette.

E stiamo fermi.

In questa casa di pietra in cima alla collina. Sotto un cielo senza più aerei.

Ad aspettare la primavera.”

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

A domani!

Mercoledi 25 marzo

Mercoledi 25 marzo

Apriamo facendo le congratulazioni, da parte di tutti gli studenti, alla professoressa Fioretti che da pochissimo è diventata mamma!

 

Proseguiamo ricordandovi che il 25 marzo è il “Dantedì” e per l’occasione il prof.re Ghisu, oltre a svolgere la sua solita lezione di Fisica, ci consiglia una serie di video da lui stesso curati  e riguardanti il rapporto tra Dante e Einstein → www.youtube.com/playlist?list=PLu2GIjcHjR9KY-hdhIxtQ8-CRyKmr9X2j

 

 

 

 

 

Dalla fisica al francese, con la 1B impegnata a fare conversazione di francese 

 

 

 

 

Intanto a casa le mamme controllano i nostri studenti

 

E da casa continua il lavoro dello staff:


 

 

da chi vi accoglie sorridente tutte le mattine…

 

 

 

 

 

 

…a chi lavora dietro le quinte e in questo periodo è affiancata da una valida e rilassante “aiutante”

 

 

 

 

Concludiamo con il pensiero che una nostra studentessa ha deciso di condividere con tutti i suoi compagni della VIS:

“Oggi un pensiero va a tutti noi che, dopo giorni e notti passate a studiare, a farci prendere dal panico o a progettare la prossima vacanza,finita la corsa verso il diploma, siamo stati catapultati in una situazione totalmente inaspettata.

Siamo i primi studenti IGCSE e IB a vederci gli esami cancellati, proprio quando ormai avevamo quasi tutto pronto ed eravamo pronti a dare il massimo. Per quanto stiamo esultando, ci stiamo anche facendo delle domande. Adesso che cosa si fa? O peggio, a cosa sono serviti i nostri sforzi? È giusto o sbagliato? La cosa più frustrante è che nessuno lo sa, nemmeno i nostri professori che in questi anni sono sempre stati al nostro fianco, chiarificandoci ogni dubbio.

Da studentessa di 2 IB, so perfettamente come ci si sente e sono piena di dubbi che trascinano con sé anche tanta ansia.

Ma allo stesso tempo mi ritengo fortunata, perché ho avuto modo di riflettere veramente. Stando ferma, in una vita piena di impegni dettati soprattutto dalle mille richieste del nostro esigente programma di studi, ho realizzato l’importanza che i miei sforzi avevano per me. Ho realizzato come, nonostante detestassi ogni giorno di più i test, le scadenze o semplicemente lo svegliarsi presto per arrivare in orario, tutto questo faceva parte della mia quotidianità e mi portava, passo dopo passo, a raggiungere i miei sogni. E ora?

Senza la certezza che i miei sforzi verranno messi nero su bianco lanciando un cappello in aria, mi sono resa conto di quanto ciò che apparentemente odiavo in realtà era fondamentale per me. Mi sono resa conto della dedizione è stata messa dietro a ogni test, eccellente o pietoso, a ogni spiegazione e a ogni intervento fatto in classe. Pensavo di fare tutto con superficialità, per poter finalmente prendere il mio diploma e godermi l’estate ma adesso forse ho capito come in realtà la nostra possibilità di dire “ce l’ho fatta” sia andata via. Sembra un finale deludente; eppure ha permesso di comprendere come, per quanto lo possiamo negare, la scuola ci renda fieri di noi, rendendoci competitivi e ambiziosi. Vorrei conservare questa sensazione anche quando tutto questo sarà finito, così da poter tornare alla normalità, poterla apprezza ma soprattutto poterla sfruttare, senza rischiare di sottovalutare tutto ciò che si è rivelato essere prezioso.”

A domani!

Martedi 24 marzo

Martedi 24 marzo

Un’immagine di bellezza per cominciare bene la giornata

 

 

“È primavera! Svegliatevi bambine!  Alle cascine messer Aprile  fa il rubacuor!”

 

 

La primavera di Botticelli agli Uffizi – Firenze

 

Cosi recita il buongiorno che la prof.ssa Astrua ha voluto dedicare ai suoi studenti.

 

Intanto, le  lezioni continuano e gli studenti appaiono entusiasti di fronte alle nuove modalità di didattica offerte dai docenti.

Il prof.re Banti nella lezione di matematica ha affrontato un argomento di grande attualità quale la distanza, nello specifico quella tra punto e retta, mentre il prof.re Siclari ha discusso con gli studenti di nuovi metodi di allenamento e delle restrizioni di questi giorni riguardo all’attività fisica all’aperto.

 

Notizie importanti riguardano gli studenti della VIS a cui è stato comunicato che IB e Cambridge hanno annullato la sessione degli esami di maggio, specificando che in questo momento la salute e la sicurezza dei ragazzi sono prioritari. Agli studenti è stato assicurato che riceveranno comunque un diploma e per i criteri di valutazione Cambridge e IB daranno disposizioni rispettivamente il 26 e  il 27 marzo.

 

La Preside e la coordinatrice Gutowitz sono intervenute a lezione rassicurando tutti gli studenti e assicurando che la scuola tutelerà la situazione scolastica degli allievi e accompagnarli nel percorso di conclusione del loro ciclo scolastico in vista delle loro future scelte universitarie.

 

 

 

 

Per oggi è tutto e in attesa dei vostri contributi vi diamo appuntamento a domani!

La prima settimana è online!

La prima settimana è online!

Benvenuti sul Diario di Bordo del Liceo Europeo Vittoria.

Uno spazio virtuale in cui potrai seguire ogni giorno tutte le attività che la scuola sta portando avanti, dal liceo europeo al percorso ICE/IB.  Uno spazio di condivisione a cui anche tu puoi contribuire inviando all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it foto e pensieri che renderanno più ricche le nostre giornate a distanza. Un’occasione per condividere questa nuova avventura di didattica online, continuare a stare vicini e coltivare il senso di comunità che ci ha sempre distinto!

Iniziamo la nostra navigazione rivivendo tutto quello che è accaduto finora.

La scuola non si è mai fermata e nella prima settimana di sospensione, rientrati dalla vacanza di Carnevale, abbiamo attivato un programma di didattica a distanza basato sulla condivisione di materiali e contenuti online.

Nella settimana successiva ci siamo assegnati come priorità l’attivazione delle video-lezioni e l’utilizzo della piattaforma risolvendo le eventuali  problematiche tecniche e, in parallelo, intensificando attività di coordinamento didattico.

Si è arrivati cosi alla settimana appena trascorsa.

Lunedì. Come al solito il giorno più duro della settimana, ma stavolta il motivo è che si iniziano le lezioni video.

Incertezze, dubbi, domande, telefonate, mail caratterizzano questa nuova avventura . Un’opportunità di mettersi tutti in gioco: docenti, studenti, famiglie e il resto dello staff scolastico.

Perché d’altronde la scuola oltre ad insegnarci le formule matematiche, gli eventi storici o la grammatica, deve far crescere, deve dare gli strumenti per affrontare i problemi; e così siamo diventati tutti un po’ più resilienti adattandoci al cambiamento.

Con il passare dei giorni tutto è diventato normale: le prime lezioni alle 08.50, il buongiorno del professore , l’appello, la spiegazione,  l’entusiasmo di poter condividere di nuovo sguardi e sorrisi, l’intervallo tra una lezione e l’altra, l’appuntamento all’indomani mattina con un nuovo professore e nuovi argomenti da scoprire. Proprio come se fossimo in Via delle Rosine.

E poi, i professori che condividono  la gioia di una lezione andata bene per la partecipazione, l’attenzione e addirittura la richiesta di prolungare la lezione stessa.

 

 

Lo staff che agilmente coordina il lavoro dalle nuove postazioni casalinghe.

 

I primi messaggi che arrivano per sottolineare la bontà del lavoro fatto finora.

 

Cara Professoressa come sta ? volevo ringraziare molto Lei e i suoi Colleghi per tutto quello che state facendo per i nostri ragazzi.. .scuola per loro vuol dire normalita !!!e in questo periodo è fondamentale !!un grande abbraccio molto affettuoso.”

 

Ringraziamo tutti i genitori della nostra scuola che continuano ad inviare  messaggi di incoraggiamento come questo.

Vi diamo appuntamento a domani con un grande abbraccio virtuale!